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Martedì 8 ottobre 2019 - 08:21

Migranti, prima notte a Lampedusa per i naufraghi del 7 ottobre

Sull'isola un violento nubifragio, presto riprenderanno ricerche
Migranti, prima notte a Lampedusa per i naufraghi del 7 ottobre

Lampedusa, 8 ott. (askanews) – Nell’attesa che il violento nubifragio abbattutosi in queste ore su Lampedusa lasci spazio a qualche schiarita, che consenta la ripresa delle ricerche dei dispersi del naufragio avvenuto la notte tra il 6 e il 7 ottobre a 6 miglia dall’isola, i superstiti della tragedia hanno trascorso la loro prima notte al sicuro, all’intero dell’hotspot di contrada Imbriacola. Dal gruppo imbarcatosi su quel barchino di pochi metri, mancano all’appello una quindicina di persone, tra cui diversi bambini, uno addirittura di pochi mesi, e donne, una delle quali incinta. Per tutto il giorno, ieri, gli uomini della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, hanno sfidato il mal tempo per cercare d’individuare tra le onde i migranti caduti in mare dopo che la loro imbarcazione si è rovesciata a causa del mare in tempesta e dell’eccessivo peso a bordo. Il bilancio al momento si è fermato a 13 vittime accertate, tutte donne. Intanto proseguono le indagini della Procura di Agrigento. Il procuratore Vella ha espresso le sue perplessità relativamente al fatto che questa imbarcazione sia partita dalla Libia, abbia fatto tappa a Tunisi, prima di far rotta verso Lampedusa nonostante le condizioni avverse del mare. “Si parla di una traversata partita dalla Libia con sosta in Tunisia e adesso stiamo cercando di ricostruire cosa è accaduto nell’ultimo tratto della traversata – ha detto -. E’ strano che siano partiti con queste condizioni meteomarine. L’imbarcazione non era in condizioni di affrontare la traversata con tutta questa gente a bordo”.

Ieri, dal molo Favaloro dove erano state ricomposte le salme delle 13 donne recuperate in mare, il sindaco di di Lampedusa, Totò Martello ha fatto sentire la sua voce: “Questa è una scena che non volevamo più vedere. Dopo la memoria del 3 ottobre, pensavamo che non ci fosse più bisogno di commemorare ancora morti. Invece il fenomeno dei migranti non solo non è stato risolto, ma il problema c’è ancora e quello che succedeva prima continua succedere oggi – ha detto -. Tutti i scorsi fatti in Italia sui porti chiusi, i porti aperti, se non si affronta il fenomeno delle migrazioni, se non l’Europa non siede attorno a un tavolo coinvolgendo i Paesi rivieraschi del Mediterraneo, continueremo ad assistere sempre a queste scene macabre. Non è una cosa stupida. Siamo qui da stanotte sulla banchina a guardare morti. E poi c’è gente che specula anche sui morti. Basta. Non è possibile far diventare tutto campagna elettorale, ci vuole serietà. La classe politica è diffidata”.

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