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Mercoledì 11 settembre 2019 - 08:38

Finti carabinieri per compiere rapine e furti: 10 arresti a Napoli

La banda perpetrava i colpi in abitazioni e negozi
Finti carabinieri per compiere rapine e furti: 10 arresti a Napoli

Napoli, 11 set. (askanews) – Si fingono carabinieri per rapinare abitazioni e negozi: 10 arresti. A Napoli i militari dell’Arma della stazione Marianella, a conclusione di un’attività investigativa coordinata dalla Procura partenopea, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del locale tribunale nei confronti di 10 persone già note alle forze dell’ordine per i reati di rapina, detenzione e porto abusivo d’arma da fuoco, sequestro di persona e furto in abitazione.

I provvedimenti scaturiscono da un’indagine avviata dopo una violenta rapina in abitazione perpetrata ai danni di un imprenditore nel settembre dello scorso anno nel quartiere San Carlo Arena. L’indagine ha documentato l’operatività di un gruppo criminale dedito alle rapine e ai furti in appartamento, consumati tra settembre e dicembre 2018, in diversi quartieri del capoluogo campano, ad Afragola (Napoli) e Marcianise (Caserta).

Quattro componenti della banda erano stati già destinatari di un’analoga misura cautelare lo scorso 23 gennaio, al termine di un primo filone dell’inchiesta: erano ritenuti gli autori di tre rapine a mano armata, due in abitazione ed una ai danni di una sala scommesse.

Le investigazioni seguite ai primi arresti hanno portato all’identificazione di altri sei componenti del gruppo criminale a carico dei quali sono emersi indizi di colpevolezza in merito a un furto in abitazione e tre rapine, una delle quali sventata grazie all’intervento di una pattuglia di carabinieri.

In dettaglio, il furto in abitazione fu perpetrato nell’appartamento del vicino di casa di uno dei componenti del gruppo. In tale circostanza, per ritardare il rientro a casa della vittima, i malviventi avevano forato gli pneumatici della sua auto. Le due rapine, invece, avevano riguardato il titolare di un bar di Scampia e un dipendente di un centro scommesse dello stesso quartiere. La terza rapina, quella tentata, era stata pianificata all’interno di un’abitazione di Marcianise. In questo caso, una dipendente di un negozio di parrucchiera aveva suggerito ai rapinatori, quale vittima possibile, una cliente particolarmente facoltosa. La donna era stata pedinata per molti giorni, le sue abitudini quotidiane studiate. Il proposito criminale del gruppo fu, però, bloccato sul nascere. Anche loro erano seguiti, ma dai carabinieri. Bloccati e arrestati prima che entrassero in azione, il loro materiale fu interamente sequestrato: guanti, passamontagna, fascette per bloccare i polsi e una pistola giocattolo, fedele riproduzione di un’arma vera.

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