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Lunedì 9 settembre 2019 - 11:55

Abruzzo: orso a Case Pente di Sulmona, WWF contro centrale Snam

"No a realizzazione in territorio di alto pregio naturalistico"
Abruzzo: orso a Case Pente di Sulmona, WWF contro centrale Snam

L’Aquila, 9 set. (askanews) – Un orso bruno marsicano è stato avvistato nel territorio di Case Pente di Sulmona (L’Aquila), sito scelto, per la realizzazione della Centrale di compressione del gasdotto Snam. Un’episodio segnalato dalle associazioni ambientaliste che sono tornate alla carica contro la realizzazione del gasdotto, non solo per via dell’alto rischio sismico della zona: “L’osservazione non fa che confermare quanto da tempo le Associazioni ambientaliste e le Amministrazioni comunali affermano rispetto alle evidenti criticità del progetto Snam e ribadisce l’assurdità della realizzazione di tale opera in un’area di indubbio pregio naturalistico. Non a caso nel ricorso, redatto dall’avvocato Francesco Paolo Febbo, presentato da WWF e Legambiente per l’annullamento della Deliberazione del Consiglio dei Ministri per l’autorizzazione alla costruzione della Centrale Snam, viene testualmente riportato”.

Ma Legambiente e WWF spiegano anche l’importanza di un’area fondamentale per l’espansione di diverse specie animali: “Se mai ce ne fosse stato bisogno, la segnalazione della presenza dell’Orso a Case Pente – prosegue il comunicato – non fa che confermare l’importanza dell’area come corridoio di espansione di questa specie, la cui sopravvivenza è legata proprio alla possibilità di aumentare il proprio areale al di fuori della core area, la zona cioè dove la presenza è accertata e confermata da tempo, come quella del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e dintorni. La conservazione dell’Orso è una priorità assoluta per la Regione Abruzzo, ma anche per il Ministero dell’Ambiente e per l’Europa. Tutte le opere che possono interferire con la diffusione della specie, contrastandone l’espansione a causa del disturbo provocato, delle barriere introdotte, della frammentazione dell’habitat vanno dunque attentamente valutate ed evitate, in nome di quella che dovrebbe essere una priorità assoluta di gestione del territorio e di coerenza alla vocazione naturalistica e ambientale che indubbiamente la Valle Peligna può vantare”.

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