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Sabato 27 luglio 2019 - 20:16

I No Tav entrano nel cantiere di Chiomonte, lacrimogeni e bombe carta. 46 denunciati

Ma nessuno è rimasto ferito
I No Tav entrano nel cantiere di Chiomonte, lacrimogeni e bombe carta. 46 denunciati

Roma, 27 lug. (askanews) – Iniziata in ritardo a causa della pioggia, la marcia No Tav è riuscita a forzare le barriere e raggiungere il cantiere della Torino-Lione di Chiomonte, in Val di Susa, per protestare contro il progetto dell’alta velocità confermato nei giorni scorsi dal Governo Lega-M5S.

Le forze dell’ordine hanno lanciato “centinaia di lacrimogeni” e contro la Polizia sono state esplose alcune bombe-carta, ma nel corso della giornata non ci sono stati feriti.

Quarantasei però i denunciati, come ha riferito il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “46 denunciati, quasi tutti appartenenti ai centri sociali, fra cui i capi di Askatasuna, per gli attacchi di oggi con bombe carta, cesoie, martelli e pietre al corteo No Tav, a cui si è risposto con l’uso di idranti e di circa 200 lacrimogeni”, ha scritto il ministro su Twitter.

Oggi è arrivata all’Ue la lettera del ministero dei Trasporti con cui l’Italia si impegna a completare la Tav. A confermarlo, su Twitter, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Il corteo No Tav è partito attorno alle 14.30 da Venaus, in Val Cenischia. L’iniziativa, alla quale partecipano diverse migliaia di manifestanti, si inquadra nel “Festival Alta Felicità” che si svolge a Venaus (25-28 luglio) con dibattiti e concerti.

Attorno alle 18 un gruppo di manifestanti è riuscito a forzare la prima di due file di barriere Jersey che proteggono il cantiere, dal lato della località Giaglione, nonostante i lacrimogeni. Altri spezzoni del corteo hanno tentato di raggiungere il cantiere da altri lati. Alla fine il cancello che bloccava il passaggio è stato smantellato e i manifestanti hanno raggiunto il cantiere. Successivamente, intorno alle 19.30, i manifestanti hanno iniziato a tornare indietro.

Questo pomeriggio, prima che si avviasse la marcia, il leader storico dei No Tav Alberto Perino aveva avvertito che chi “tira una pietra, una castagna, o qualunque cazzata” deve sapere che “lo fa solo per fare un regalo a Salvini” e non al movimento. Perino ha anche espresso delusione per Beppe Grillo.

Dal corteo, numerosi cori critici nei confronti sia della Lega che del M5S. Tra gli slogan, “M5S assorbiti da Salvini”.

Il movimento No Tav aveva commentato così, nei giorni scorsi, la decisione assunta dal Governo Conte di confermare il progetto: “Amici dalle parti del governo non ne abbiamo mai avuti. La manfrina di tutti questi mesi giunge alla parola fine e il cambiamento tanto promesso dal governo, getta anche l’ultima maschera, allineandosi a tutti i precedenti”. La mossa di Conte, continuava il comunicato No Tav, “conferma, di portare il voto in un parlamento dove il voto è già scontato e dove il Movimento 5 stelle voterebbe contro, tentando di salvarsi la faccia dicendo ‘siamo coerenti, abbiamo fatto tutto il possibile’. Noi invece sapremo sempre cosa fare, proseguendo la nostra lotta popolare per fermare quest’opera inutile ed imposta”.

Uno striscione con lo slogan “Fermarlo tocca a noi” è stato appeso dai manifestanti ad una barriera del cantiere.

ska/sam

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