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Venerdì 5 luglio 2019 - 11:13

Stromboli, geologi: informare popolazione sui piani d’emergenza

"La situazione sembrerebbe rientrata nella normalità"

Roma, 5 lug. (askanews) – “L’esplosione del 3 luglio è un classico esempio di eruzione parossistica con rilascio di ceneri e lapilli ed alte colonne di gas e polveri superiori anche ai 2 chilometri”. È il commento di Antonio Alba, consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi in merito alle due violenti esplosioni nel vulcano di Stromboli che, mercoledì pomeriggio, hanno provocato la morte di un escursionista: “Nonostante l’imprevedibilità dello Stromboli, la situazione sembrerebbe rientrata nella normalità, pur continuando l’attività eruttiva”, spiega il geologo siciliano.

“L’eruzione dello Stromboli può essere considerata straordinaria e imprevedibile”, afferma Carlo Cassaniti del Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi: “Abbiamo infatti avuto nel recente passato diversi episodi simili e nel 1930 si sono registrate anche vittime. Questo evento – prosegue – contribuirà ad arricchire la conoscenza degli scienziati che studiano e monitorano i vulcani siciliani al fine di capire se, nel prossimo futuro, sarà possibile individuare eventuali segnali premonitori anche su tali fenomeni esplosivi a grande energia, così da poter pianificare un’attività preparatoria per la messa in sicurezza della popolazione residente e dei visitatori in quota”.

“Nelle prossime ore dovranno essere messe in campo tutte quelle azioni di studio e verifiche per la valutazione del rischio residuo, in quanto i parosissimi del passato, come nel 2002, hanno spesso innescato fenomeni di instabilità della parete del cono con il conseguente collasso craterico e la generazione di tsunami. In ultimo, solo una maggiore e più efficace azione di informazione alla popolazione ed ai visitatori potrà aumentare la consapevolezza che i vulcani attivi saranno sempre aree dove bisogna convivere con la pericolosità e prepararsi adeguatamente per resistere agli eventi naturali. I piani di emergenza con le relative norme comportamentali devono essere veicolati ai frequentatori del vulcano e alla popolazione, affinché si completi il ciclo delle attività di protezione civile”, conclude Cassaniti.

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