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Lunedì 1 luglio 2019 - 20:23

Sea Watch, Procura: “Contro la motovedetta Gdf un gesto volontario e cosciente”

Per il legale di Carola Rackete "la collisione non è stata intenzionale"
Sea Watch, Procura: “Contro la motovedetta Gdf un gesto volontario e cosciente”

Agrigento, 1 lug. (askanews) – La manovra della comandante della Sea Watch Carola Rackete è stata valutata “come un atto volontario con i motori laterali che ha prodotto lo schiacciamento della motovedetta verso la banchina. Questo fatto è stato condotto con coscienza e volontà. Un’azione non necessitata perché la Sea Watch alla fonda aveva ricevuto assistenza medica ed era in continuo contatto con le autorità marittime per avere assistenza. Quindi non versava in stato di necessità”. Lo ha detto il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio al termine dell’interrogatorio di convalida dell’arresto della comandante della Sea Watch, la trentunenne tedesca Carola Rackete.

“L’udienza di convalida dell’arresto di Rackette – ha proseguito il procuratore – si è svolta in un clima sereno e collaborativo”, aggiungendo che “la Procura ha chiesto la convalida dell’arresto operato dalla Guardia di finanza in relazione agli atti di resistenza con violenza nei confronti di una nave da guerra, individuata nella motovedetta della Gdf. Ha chiesto inoltre la convalida dell’arresto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale”.

L’avvocato Alessandro Gamberini, legale della comandante della Sea Watch, ha detto che la Rackete “ha risposto in maniera puntuale, esatta e lucida a tutte le domande che riguardavano il soccorso dei migranti, procedimento che andrà a finire brevemente in nulla e la resistenza intesa come violenza per entrare in porto”. “Ha risposto le ragioni per cui ha deciso disperatamente di usare la forza – ha spiegato l’avvocato -. Perché aveva avuto negato il diritto d’approdo per 15 giorni. Aveva migranti che si erano assottigliati nel numero, ma quelli rimasti a bordo meditavano forme di autolesionismo per farsi sbarcare. Non avevano più fiducia nell’equipaggio. C’erano ideazioni paranoiche diffuse. Una situazione che non poteva durare altrimenti. Lei si è assunta tutto il rischio della responsabilità. Si è scusata di nuovo per questo accostamento alla barca della Gdf che si era posizionata proprio in quel momento per togliere lo spazio all’attracco. Per evitare la collisione la manovra era attuata con estrema lentezza. Non era intenzionale”.

Il gip Alessandra Valla si è riservato e deciderà entro domani mattina. Per Carola Rackete restano gli arresti domiciliari ad Agrigento.

Sam

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