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Martedì 18 giugno 2019 - 18:23

Diffamazione a Onlus che accoglie migranti: condannato Libero

Il giudice civile di Milano: 25 mila euro alla Onlus Intrecci
Diffamazione a Onlus che accoglie migranti: condannato Libero

Milano, 18 giu. (askanews) – L’editore di Libero è stato condannato al pagamento di un risarcimento danni di 25 mila euro da versare a favore di “Intrecci”, cooperativa della Caritas Ambrosiana con sede a Rho, comune dell’Alto Milanese, che si occupa di accoglienza dei richiedenti asilo. Lo ha stabilito la prima sezione civile del Tribunale di Milano riconoscendo la portata diffamatoria dell’articolo pubblicato nel 2017 dal quotidiano fondato da Vittorio Feltri dal titolo “Turpe speculazione. Elenco dei papponi che si arricchiscono con la tratta dei neri. Nel 2016 fatturati miliardari per coop ed associazioni cattoliche”. Il testo, focalizzato sulle misure di accoglienza dei richiedenti asilo, era accompagnato da una tabella dove, tra le altre coop, veniva citata esplicitamente la coop della Caritas. E’ così scattata una causa civile che Intrecci ha vinto.

La sentenza, riferisce la onlus in una nota, è stata depositata il 13 giugno. Nel dispositivo si sottolinea che il titolo di Libero rappresenta un’offesa gratuita nei confronti di chi “lecitamente percepisce contributi per lo svolgimento di essenziali attività d’assistenza”. Il giudice nella sentenza fa anche riferimento all’enfasi di un articolo “pubblicato in prima pagina, quasi fosse la notizia del giorno” e mirato “alla derisione ed insinuazione del carattere para-delittuoso del ricevimento di fondi per lo svolgimento delle attività” della cooperativa. Libero, ha inoltre sancito il Tribunale, dovrà deindicizzare l’articolo dai motori di ricerca e pubblicare il dispositivo della sentenza che lo ha condannato.

Soddisfatto il presidente di Intrecci, Mario Salis: “La sanzione di questo tipo di linguaggio e comunicazione non può che farci piacere. Il tema dell’accoglienza, infatti, è da troppo tempo stressato da toni e offese che non mirano a costruire il bene comune, ma a creare un nemico da additare al rancore sociale. Non è questa la strada da percorrere per costruire una convivenza civile degna del nostro Paese. Utilizzeremo la rifusione del danno stabilita dal Tribunale di Milano per implementare le nostre iniziative concrete di servizio, assistenza e sostegno alle persone più fragili di cui ci occupiamo ogni giorno, indipendentemente dal colore della loro pelle”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il commento di Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana: “Ci auguriamo che questa sentenza aiuti a ristabilire i termini del dibattito pubblico anche su un tema così divisivo come è diventato quello della migrazioni. Solo il rispetto reciproco pure di opinioni dialetticamente contrapposte, può contribuire alla costruzione del bene comune”.

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