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Mercoledì 12 giugno 2019 - 20:18

Consiglio Toscana: normare emissioni odorigene in tutta Regione

Anche se ci sono zone più critiche come Grosseto e Livorno

Firenze, 12 giu. (askanews) – È urgente una normativa regionale che regoli le emissioni odorigene su tutto il territorio della Toscana anche se ci sono zone, è il caso di Grosseto, che soffrono criticità segnalate da molti cittadini, organizzati ormai da anni in comitati per sostenere qualità dell’aria e salute pubblica. Il tema è stato oggetto di una intensa discussione in Consiglio regionale conclusa con l’approvazione di due distinte mozioni, presentate da Partito democratico e Lega.

Le emissioni prodotte in particolare dalle centrali a biomasse – Grosseto ne conta sette, alcune delle quali vicino all’ospedale e a zone a forte attrazione turistica – devono essere affrontate anche valutando un rafforzamento dei criteri autorizzativi, attraverso procedure di gestione che assicurino un limitato impatto odorigeno e, in generale, rassicurino la pubblica opinione sulla reale sostenibilità ambientale di questi impianti. Ne sono convinti Leonardo Marras e Fiammetta Capirossi, firmatari della mozione Pd – poi sottoscritta anche da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) e Monica Pecori (gruppo misto-Tpt) -, che chiedono alla Giunta di “attivarsi per il rispetto delle prescrizioni rilasciate in sede di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti a biomassa”. Il costo del monitoraggio, secondo quanto prevede un emendamento di Fattori e Pecori, deve essere “a carico dei gestori degli impianti”. Secondo i due consiglieri, il problema delle emissioni è reale, annoso e riferito a più zone della Toscana. “Anche Livorno ne è interessata”, ha detto Pecori.

“Su questo tema occorre agire al più presto. Sulla salute pubblica non si può scherzare o perdere tempo”, ha dichiarato Marco Casucci (Lega), illustrando la mozione firmata anche dalla capogruppo Elisa Montemagni.

Sull’urgenza di trattare il tema delle emissioni in aria è intervenuto anche Giacomo Giannarelli (Movimento 5 stelle): “Non mettiamo in discussione la tecnologia, ma visto che i problemi sono prevalentemente localizzativi, è giusto avviare una discussione per capire se, in futuro, sia necessaria una Via (Valutazione d’impatto ambientale, ndr) postuma”.

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