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Martedì 11 giugno 2019 - 14:14

Borsalino, il cappello come sintesi di stile

Collezione primavera - estate 2020
Borsalino, il cappello come sintesi di stile

Roma, 11 giu. (askanews) – Il cappello come simbolo culturale, codice comunicativo, segno di appartenenza e sintesi di stile. L’estetica intesa come necessità in un serrato dialogo tra passato e futuro, tra sogno e realtà. C’è tutto questo nella collezione SS 2020 di Borsalino liberamente ispirata dall’Arts and Crafts, il movimento artistico nato in Inghilterra alla fine del XIX secolo che segna l’inizio del ceto medio e la nascita del design.

Giacomo Santucci, “Creative Curator” dello storico marchio di cappelli fondato in Piemonte nel 1857, costruisce un vero e proprio impero dei segni che parte dalle poetiche volute di ferro del Crystal Palace progettato da Joseph Paxton per l’Expo di Londra del 1851 e approda prima sui foulard, poi su copricapi di ogni forma e materiale per lui e per lei.

Rafia crochet, panama dipinti a mano, mix di intrecci di canapa e cotone, treccia carta, quindi denim oltre a tutte le finezze di Panama e Montecristi si alternano in 160 spettacolari modelli.

In alcuni casi si deve proprio parlare di gioielli per la testa, grazie alla tiara di metallo che impreziosisce la cinta oppure alle spille da cappello staccabili o tradotte in patch. Quelle a forma di piuma evocano la Century Guild of Artists di Arthur Heygate Mackmurdo, il cardo è un titolo nobiliare britannico secondo solo all’ordine della giarrettiera, mentre nel tulipano si raggiunge il senso dell’appartenenza estetica. Ci sono fez e fedora, il classico Panama estivo e l’irriverente Baseball in cotone con visiera di plexiglass nei più squillanti colori della libertà. Poi c’è la bustina interamente rivestita di microperline, un omaggio al modello indossato da Karl Lagerfeld nei primi anni Ottanta. Imperdibile il cappello di paglia stretto in un corsetto di pelle dalle linee scultoree. D’altro canto questa parte della collezione nasce dalla frase di Oscar Wilde: “O si è un’opera d’arte o la s’indossa”. Invece i tipici cappelli francesi (basco, Flic e Motard) incontrano il glamour hollywoodiano di una cascata di paillettes perchè qui si pensa a Lady Gaga e al suo proclama: “Voglio solo cambiare il mondo una paillette alla volta”. Non manca il Bogart by Borsalino che nella SS 2020 contiene la frase “Un personaggio deve essere leggermente pazzo, io penso di esserlo”. Infine il turbante in seta, compagno inseparabile di donne squisitamente chic come Elsa Schiaparelli.

Insomma il mondo in testa e poi nel cappello.

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