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Venerdì 15 marzo 2019 - 15:58

Suicida in carcere, sentita direttrice Regina Coeli

Inquirenti valutano prossimi passi istruttori da compiere

Roma, 15 mar. (askanews) – Il direttore del carcere di Regina Coeli, Silvana Sergi, è stata sentita nell’ambito di uno dei filoni d’indagine sulla morte di Valerio Guerrieri, giovane ragazzo di 21 anni, che il 24 febbraio 2017, si tolse la vita nel carcere romano di via della Lungara. A piazzale Clodio si mantiene il massimo riserbo sull’atto istruttorio. Dopo che il gip ha respinto la richiesta d’archiviazione del fascicolo avanzata dal pubblico ministero gli inquirenti dovranno provvedere alla iscrizione formale per l’accusa di omissione d’atti d’ufficio dello stesso direttore del penitenziario di via della Lungara e del responsabile locale del Dap.

Si ricorda che già a processo, per la vicenda Guerrieri, ci sono 7 agenti di polizia penitenziaria e due medici psichiatri. In questa tranche, arrivata in aula, i pm contestano il reato di omicidio colposo. Pochi giorni dopo la morte del ragazzo la mamma si rivolse alla associazione Antigone, rendendo nota anche una lettera che il figlio le scrisse poco prima di suicidarsi.

Secondo i legali della famiglia di Valerio il giorno in cui si è impiccato il giovane non si sarebbe dovuto trovare a Regina Coeli. Diversi giorni prima era stata revocata la custodia in carcere e, in ragione delle sue condizioni di salute, doveva essere portato in una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza). Per questo il pm aveva avviato in parallelo al filone principale un fascicolo sul presunto trattenimento senza titolo del giovane all’interno del carcere.

Dopo che è stata chiesta l’archiviazione il giudice ha accolto l’opposizione della parte civile ordinando l’iscrizione dei presunti responsabili nel registro degli indagati.

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