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Venerdì 15 marzo 2019 - 14:55

Ragazza uccisa a Milano, gup: furia omicida scatenata da rifiuto

Garlaschi opprimeva Jessica con "continue richieste di attenzioni"

Milano, 15 mar. (askanews) – Lui pretendeva “giochi erotici”, ma lei si oppose con un “fermo rifiuto”. Ecco il “movente comprovato” che fece scattare la “furia omicida” in Alessandro Garlaschi, il tranviere di 39 anni che il 7 febbraio 2018 uccise con 85 coltellate la 19enne Jessica Faoro nell’appartamento dove l’uomo viveva in Via Brioschi, alla periferia Sud di Milano. Il gup Alessandra Cecchetti, che a dicembre scorso condannò Garlaschi all’ergastolo con rito abbreviato, nelle motivazioni della sentenza sottolinea come il 39enne fosse diventato “troppo opprimente” agli occhi di Jessica proprio “per le continue richieste di attenzioni e prestazioni sessuali”. Tanto che lei, “anche poche ore prima dell’omicidio” aveva manifestato la “dichiarata volontà” di “andarsene definitivamente” dall’abitazione del tranviere, lasciandolo in preda a un sentimento di “gelosia crescente” dovuto anche alla “relazione che Jessica stava instaurando con ragazzi della sua età”.

E’ la dinamica del delitto, insieme alle prove raccolte durante le indagini (analisi genetiche e biologiche sull’arma del delitto e sugli indumenti della vittima, le immagini delle telecamere di sorveglianza del condominio, le intercettazioni telefoniche e ambientali) a confermare “che Garlaschi è l’autore dell’omicidio”. In particolare, sottolinea il giudice milanese, il 39enne “si è avventato sulla ragazza con il coltello da cucina fino a provocarne la morte”.

Un quadro accusatorio “talmente granitico” da rendere “del tutto inverosimile” la linea difensiva di Garlaschi. Che, fin dai primi interrogatori dopo l’arresto, si è giustificato assicurando di aver ucciso Jessica per difendersi, dopo che lei lo aveva aggredito provocandogli gravi ferite alle mani. “La presunta aggressione che la ragazza avrebbe sferrato nei confronti dell’uomo scatenandone la furia omicida – scrive il giudice – è l’unico elemento privo di riscontri e anzi ampiamente smentito da tutte le altre risultanze”.

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