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Giovedì 14 marzo 2019 - 16:39

Lavoro, Rosolen (Fvg): nel 2018 dati positivi ma serve più qualità

"Per troppo tempo ammesse formule contrattuali discutibili"
Lavoro, Rosolen (Fvg): nel 2018 dati positivi ma serve più qualità

Trieste, 14 mar. (askanews) – “I numeri si contano, ma si devono anche pesare: sul mercato del lavoro, un’analisi seria non può infatti prescindere dalla qualità degli impieghi. Ecco perché i dati occupazionali vanno sempre valutati sulla base della stabilità e della correttezza della retribuzione.” Così l’assessore regionale Alessia Rosolen, nel commentare i dati Istat relativi al quarto trimestre 2018.

“Il 2018 ci consegna numeri buoni – spiega Rosolen – ma la lettura politica non deve essere superficiale. Il vero tema è la qualità del lavoro: per troppo tempo, sono state ammesse formule contrattuali discutibili che hanno prodotto solo precarietà. Uno dei punti nevralgici riguarda il lavoro femminile e l’esigenza di creare le condizioni affinché vita privata e vincoli occupazionali possano coesistere, aggredendo il fenomeno del part time ‘imposto’, che penalizza proprio la componente femminile nella conciliazione tra famiglia e lavoro”.

Entrando nel dettaglio delle cifre, Rosolen osserva come nel corso del 2018 l’occupazione media sia stata di 510.768 unità, a fronte dei 505.187 del 2017. “Si tratta – evidenzia l’assessore – di 5.600 occupati in più, per un incremento annuale pari a +1,12%, del tutto in linea con il nord-est (+1,12%) e superiore rispetto alle tendenze nazionali (+0,73%)”.

L’incremento maggiore nei valori medi si deve ancora alla componente femminile, che nel 2018 raggiunge quota 226.117 occupate (+3.710, +1,67%), mentre i maschi sono 284.652 (+1.938 unità, +0,69%). Permangono invece i gender gap tra maschi e femmine, soprattutto dal punto di vista della qualità e della stabilità dell’occupazione femminile. Il tasso di occupazione femminile si attesta infatti, nel 2018, al 59,5% (+1,11%), mentre quello maschile viaggia sul 73% (-0,04%). “Sappiamo – commenta Rosolen – che sulla componente femminile pesa ancora molto la quota part-time, soprattutto involontaria, prossima o immediatamente successiva alla maternità”.

Rosolen ricorda inoltre che “la giunta sta investendo per garantire contribuiti a chi assume in pianta stabile e ha già previsto misure specifiche per le imprese che offrono un contratto a tempo indeterminato alle mamme. Lavoro stabile e famiglia sono due priorità: quando si parla di lavoro, di reddito e di famiglia, la superficialità non è ammessa”. Quanto al reddito di cittadinanza, “deve essere chiaro che si tratta di una misura studiata e voluta dal governo centrale. Come amministrazione regionale, noi siamo tenuti ad applicare le regole, nel modo più puntuale e preciso possibile. Sulla gestione di questo strumento permangono tuttavia numerosi punti interrogativi”.

Secondo Rosolen, una cosa è tuttavia sicura: “i beneficiari della nuova misura governativa perderanno il diritto a percepire la Mia”.

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