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Giovedì 14 marzo 2019 - 14:15

Dal 16 marzo al 9 giugno torna la Primavera del Prosecco Superiore

La rassegna enogastronomica è alla sua 24esima edizione
Dal 16 marzo al 9 giugno torna la Primavera del Prosecco Superiore

Roma, 14 mar. (askanews) – È stato il Palazzo dei Gruppi di Roma a tenere a battesimo la 24esima edizione della Primavera del Prosecco Superiore, una delle rassegne enologiche più conosciute d’Italia che, di anno in anno, mette sotto i riflettori un territorio unico, quello del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Un evento in 16 tappe che, dal 16 marzo al 9 giugno 2019, proporrà al pubblico un itinerario davvero originale in cui gastronomia, arte, storia, sport e cultura diventano un unico percorso: dalle tradizionali “Mostre del Vino” alle passeggiate turistiche, dai circuiti dedicati alle due ruote alle mostre d’arte, ancora una volta l’evento proporrà appuntamenti per tutte le esigenze, come testimoniano gli oltre 250.000 visitatori delle scorse edizioni.

Giovanni Follador, presidente del comitato organizzatore della Primavera del prosecco Superiore, ha spiegato che il successo della manifestazione “racconta come la Primavera del Prosecco Superiore non sia solo una rassegna enogastronomica ma un’opportunità di scoprire un territorio fatto di panorami incredibili che hanno dato vita alla sapiente arte enologica dei vignaioli dell’Alta Marca, tra piccoli borghi e antiche pievi, circondati dai vigneti che ricamano i pendii e dalle operose cantine della zona, luoghi magici dove al ‘saper fare’ si coniuga la valorizzazione di un ambiente unico al mondo”.

Innocente Nardi, presidente Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, ha sottolineato come la viticoltura sia da sempre parte integrante della storia di queste colline: “Nel 2019 la Denominazione del Conegliano Valdobbiadene compie ben Cinquant’anni. Se la storia del Prosecco è antica di più di tre secoli, è nel 1969 che il territorio viticolo tra Conegliano e Valdobbiadene ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata, e nel 2009 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Per tutti noi produttori è l’occasione di celebrare la passione per la vigna e per il nostro vino, combinazione di sapienza antica e di costante innovazione. La Candidatura Unesco rappresenta un ulteriore tassello per la valorizzazione del nostro territorio come autentico unicum paesaggistico, dove il nostro agire tra i filari si è affinato nei decenni grazie alle conoscenze e all’esperienza, ed oggi è apprezzato in Italia e in tutto il mondo, generando un benessere diffuso”.

Oggi sul territorio sono presenti 185 case spumantistiche che hanno prodotto oltre 91.4 milioni di bottiglie nel 2017 per un valore della produzione che ha toccato quota 502,6 milioni di euro franco cantina. Oltre il 40% dell’intera produzione è esportato in più di 140 paesi nei cinque continenti. Complessivamente gli addetti al settore enologico sul territorio sono 6245. “Un connubio, quello tra uomo e ambiente – ha evidenziato Federico Caner, Assessore al Turismo della Regione del Veneto – che oggi rappresenta un patrimonio da valorizzare ma anche un volano economico per tutto il territorio. La culla del Prosecco infatti si conferma uno dei territori turistici emergenti più grintosi del Veneto, già prima regione turistica d’Italia. Nel 2018 le colline del Prosecco hanno infatti ospitato oltre 437 mila presenze turistiche, registrando un incremento del +4.3% degli arrivi e un +5.2% di presenze rispetto l’anno precedente”.

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