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Martedì 12 marzo 2019 - 16:12

Al Museo Egizio di Torino apre “Archeologia invisibile”

Come le scienze raccontano storie inedite dei reperti
Al Museo Egizio di Torino apre “Archeologia invisibile”

Torino, 12 mar. (askanews) – Sotto le bende delle mummie egizie di Kha e della sua sposa Merit si celano monili preziosi: bracciali, collane, orecchini e uno scarabeo del cuore. E’ quanto emerso dalle analisi radiografiche e dalle Tac a cui è stata sottoposta la coppia di 3400 anni fa, conservata da oltre un secolo al Museo Egizio di Torino. E questa è solo una delle curiosità che emergono dalla mostra “Archeologia invisibile” che si è aperta oggi al Museo Egizio di Torino e che indaga il connubio tra lo sviluppo tecnologico e l’archeologia.

Grazie alla chimica, alla fisica o alla radiologia le collezioni dei reperti del Museo Egizio di Torino hanno rivelato elementi e notizie che erano ancora rimasti ignoti. Le nuove tecnologie di fatto hanno messo a disposizione degli egittologi nuovi strumenti non solo per ricostruire usi e costumi del passato, ma soprattutto per definire gli interventi di restauro più appropriati.

Tre le sezioni della mostra, dedicate alla fase di scavo, all’ analisi diagnostica dei reperti e al restauro e alla conservazione. Curata dal direttore del Museo Egizio Christian Greco e dall’egittologo Enrico Ferraris, la mostra non disdegna l’uso delle nuove tecnologie anche per quanto riguarda l’allestimento, con installazioni multimediali.

Dal Mit di Boston al Cnr, l’esposizione, che si chiude il 6 gennaio 2020, evidenzia la rete di collaborazioni internazionali sviluppate dal Museo Egizio in questi anni.

“Aspiriamo ad affermarci prima di tutto come centro di ricerca, impegnato ad accrescere ogni giorno la conoscenza sulla cultura materiale dell’antico Egitto, indagando con modalità sempre più innovative i reperti della collezione ed il loro contesto archeologico”, ha spiegato il direttore Greco. “Percorrere la mostra permette di sondare un ulteriore livello di invisibilità dell’archeologia, in quanto ne svela anche lo stretto legame con aree scientifiche apparentemente lontane, ma Tra le quali oggi sapremo molte meno cose sull’antico Egitto”, ha osservato l’egittologo Ferraris.

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