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Martedì 19 febbraio 2019 - 12:11

Il turista italiano scopre Israele: nel 2018 +40% di presenze

Lanciata in Bit la nuova destinazione del deserto del Negev
Il turista italiano scopre Israele: nel 2018 +40% di presenze

Milano, 19 feb. (askanews) – Israele e il turismo, una relazione che si basa non solo sui luoghi santi delle grandi religioni monoteiste, ma che vuole aprirsi sempre di più alla vacanza nel senso più classico del termine. Durante la Bit di Milano abbiamo incontrato Avital Kotzer Adari, consigliere per gli Affari turistici dell’Ambasciata israeliana. “Abbiamo chiuso il 2018 con una crescita incredibile del 40% dall’Italia – ha spiegato ad askanews – sono arrivati 150.600 turisti italiani, è fenomenale. L’Italia è settima nella classifica complessiva dei Paesi da cui vengono i turisti in Israele e il mercato italiano è tra i cinque mercati che anno avuto la crescita maggiore nel 2018, rispetto ai due anni precedenti”.

Numeri positivi dall’Italia, quindi, veicolati anche – tema sempre più importante nello scenario del turismo contemporaneo – dall’operatività di un numero maggiore di voli, che si abbinano a nuove mete turistiche. “Noi abbiamo presentato il deserto del Negev, come focus di quest’anno – ha aggiunto Adari – con l’apertura del nuovo aeroporto di Ramon, non lontano da Eilat. Ad aprile dovrebbe essere aperto anche per voli internazionali e ci sono varie compagnie che hanno già espresso la volontà di fare parte di questo progetto”.

Tra Tel Aviv e Gerusalemme, tra le due anime di un Paese complesso e affascinante, si stende l’offerta del turismo israeliano, che vuole trasmettere anche un messaggio forte di accoglienza e apertura. “Israele – ha concluso Avital Kotzer Adari – è sempre più aperta per tutti i tipi di turisti, che stanno scoprendo come in Israele ci sono tutte le possibilità, tutti i desideri possono essere realizzati, perché saremo sempre la Terra Santa, ma siamo anche meta di vacanza, di relax, di natura”.

E in un Medio Oriente che ai turisti italiani piace sempre di più, anche Israele vuole giocare la sua parte.

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