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Giovedì 14 febbraio 2019 - 19:33

“Liberi dentro – cambiare è possibile anche in carcere”

Il libro di Savasta che da 25 anni incontra i detenuti come volontario
“Liberi dentro – cambiare è possibile anche in carcere”

Roma, 14 feb. (askanews) – Più di venticinque anni trascorsi in carcere, per libera scelta, per incontrare le persone detenute in qualità di volontario della Comunità di Sant’Egidio. Da questa esperienza pluridecennale Ezio Savasta, che è membro del Coordinamento Internazionale per l’abolizione della pena di morte, promotore sul web dei temi della difesa dei diritti umani, ha tratto un libro: “Liberi dentro – Cambiare è possibile anche in carcere”.

“In prigione, per eccellenza luogo di emarginazione, la visita rompe l’isolamento e questo è un grande dono. Chi è detenuto, anche chi ha commesso gravi reati, non vuole che la sua vita si esaurisca con il suo reato, ma chiede di essere ascoltato.In questo libro – si legge nella quarta di copertina, a firma di Mario Marazziti che ne ha scritto l’introduzione – vengono descritte con profondità le giornate nelle carceri italiane, si smontano luoghi comuni, ci si imbatte in tante piccole e grandi contraddizioni, ci si appassiona a vicende che paiono quasi incredibili. La vita, le difficoltà, le speranze, la violenza, le delusioni, la rabbia, la gioia che queste vicende esprimono, mostrano quanta umanità sia racchiusa dietro gli spessi muri di una prigione”.

“Il carcere è uno specchio. Racconta come siamo. È un sensore di civiltà. È un microcosmo, deformato, della nostra vita. Tutto è terribilmente umano, ma anche estremo. Come il rumore, assordante, permanente. Il contrario di quello che chi non vi è mai entrato potrebbe immaginare: nel rumore l’inattività, che spesso non aiuta a riflettere, ma addormenta quello che servirebbe per cambiare”, aggiunge Marazziti.

Savasta, che insegna nella scuola secondaria superiore a Roma, sottolinea che nel libro “sono raccontate varie storie avvincenti e descrizioni dell’interno del carcere, realtà nascosta da un alto muro che la separa dal mondo esterno. Spero che tra le pagine del libro scoprirete quanta umanità e sofferenza, che meritano attenzione e rispetto, sono racchiuse dietro le mura di una prigione”, aggiunge sul blog che gestisce”Diritti Umani-Human Rights”.

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