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Sabato 9 febbraio 2019 - 10:49

Roma, sequestrati 50.000 bulbi di papavero da oppio: 2 arresti

Erano pronti per essere trasformati in oltre 7000 dosi di droga
Roma, sequestrati 50.000 bulbi di papavero da oppio: 2 arresti

Roma, 9 feb. (askanews) – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno sequestrato oltre 50.000 bulbi di papavero da oppio, pronti per essere trasformati in oltre 7000 dosi di droga, ed arrestato due indiani che li stavano introducendo in Italia ed erano appena giunti nella Capitale con un autobus di linea proveniente dall’estero.

Le Fiamme Gialle del I Gruppo Roma hanno individuato i due che, con fare guardingo, scendevano da un pullman alla stazione Tiburtina, provenienti dall’est Europa. I finanzieri, insospettiti dagli atteggiamenti circospetti dei due asiatici e dal carico che trasportavano, li hanno identificati: risultati già arrestati in passato per spaccio di sostanze stupefacenti, avevano al seguito sette borsoni di grandissime dimensioni che, perquisiti dai militari, sono risultavati contenere i bulbi di papavero da oppio confezionati in sacche di plastica termosaldate al fine di non far percepire l’odore della droga.

Gli indiani, fermati, entrambi residenti in provincia di Latina, erano diretti con lo stupefacente proprio nell’agro Pontino. I bulbi già divisi in dosi da 100 grammi ciascuna, in pacchetti sigillati, sarebbero stati “distribuiti” alla comunità asiatica del basso Lazio. I bulbi di papavero da oppio sequestrati potevano essere utilizzati per estrarre la materia prima per la produzione dell’eroina oppure, una volta ridotti in polvere, essere fumati o masticati, in particolar modo dai braccianti agricoli indiani, pachistani e bengalesi insediati nella provincia pontina. Infatti, tra gli effetti psicotropi di questa droga, vi è anche quello di ridurre la sensazione di fatica permettendo così ai lavoratori di far fronte al duro lavoro nei campi.

I due trafficanti sono stati arrestati per traffico di sostanze stupefacenti e condotti al carcere di Regina Coeli, a disposizione della competente autorità giudiziaria.

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