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Venerdì 8 febbraio 2019 - 17:16

Caccia, Pan: riconosciute buone ragioni Vento

"Su mobilità venatoria"

Venezia, 8 feb. (askanews) – “Una bella notizia per la Regione Veneto e per il sistema di regole con cui la Regione ha sempre normato, con grande attenzione, l’attività venatoria. Che oltretutto arriva proprio alla vigilia dell’apertura di Hit Show, il salone internazionale dedicato alle attività venatorie che aprirà i battenti domani a Vicenza”. L’assessore regionale alla caccia, Giuseppe Pan, accoglie con compiacimento la sentenza dei giudici della Consulta che ha riconosciuto la legittimità costituzionale della ‘mobilità venatoria’, introdotta con il collegato alla legge di stabilità 2018. “Il precedente governo aveva impugnato questa possibilità introdotta dal legislatore regionale per i cacciatori di selvaggina migratoria e fondata su un sistema autorizzativo regionale rispettoso della densità venatoria dei diversi ambiti – prosegue Pan – Ora, invece, i giudici della Corte Costituzionale hanno riconosciuto le buone ragioni del Veneto e il buon lavoro del meccanismo autorizzatorio informatico dei nostri uffici. La possibilità di cacciare la selvaggina migratoria anche in un ambito di caccia diverso da quello di appartenenza è, infatti, subordinata alla verifica del mancato raggiungimento della soglia di cacciatori sostenibili per quella determinata area”. “Mi complimento innanzi tutto con l’Avvocatura Regionale che ancora una volta ha difeso validità e sostenibilità di una norma regionale”, sottolinea ancora l’assessore, che fa notare che “la passata bocciatura di un’altra norma in materia di mobilità ha costituito la base su cui si è lavorato ad una nuova versione delle disposizioni; dimostrazione, ancora una volta, della volontà di lavorare a norme efficaci, in primis nel rispetto dei livelli di tutela ambientale, come sancito dalla decisione della Corte Costituzionale”. “Quindi, nessun via libera ad una presunta ‘caccia selvaggia’, come paventavano i sostenitori del ricorso governativo – conclude Pan – ma solo una gestione equilibrata e razionale della presenza dei cacciatori nel territorio veneto, resa possibile dall’informatizzazione del sistema e da precise clausole di salvaguardia, come la verifica annuale dell’indice di densità venatoria e l’esclusione degli ambiti lagunari dall’applicazione della mobilità”.

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