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Giovedì 7 febbraio 2019 - 20:42

Migranti, naufragio 18 gennaio: pm Roma chiede archiviazione

Secondo inquirenti non si può arrivare a giudizio

Roma, 7 feb. (askanews) – Gli inquirenti della Procura di Roma hanno chiesto l’archiviazione del fascicolo relativo al naufragio del 18 gennaio del 2019, a largo delle coste libiche, nel quale morirono 117 persone. L’accertamento era stato avviato per omissione in atti di ufficio. Secondo quanto si è appreso la scelta dei pm capitolini è connessa al dato che la prima sala operativa, ad aver ricevuto notizia della presenza di un gommone in difficoltà a 48 miglia dalla costa è stata quella libica, che ha avuto notizia di quanto stava avvenendo poco dopo le 13.30.

Insomma le verifiche effettuate dagli inquirenti si è dimostrato che la sala operativa della Guardia costiera italiana ha ricevuto notizia dell’evento solo alle 14.21. In base alle convenzioni internazionali la responsabilità del soccorso spetta alla prima sala operativa che ha notizia dell’evento e la guardia costiera italiana ha avuto conferma dai libici, alle 14.37, che già si erano attivati per intervenire.

Insomma – in base al documento firmato dal procuratore Giuseppe Pignatone e redatto dal pm Sergio Colaiocco – la Guardia costiera italiana ha cooperato provvedendo a dare l’allarme a tutte le navi del mediterraneo con mezzi di cui la guardia costiera libica non ha disponibilità, mentre la motovedetta inviata da Tripoli sul posto tornava indietro, alle 15.25, per problemi tecnici. Inoltre gli unici tre superstiti sono stati salvati grazie all’intervento della Marina militare italiana.

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