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Lunedì 14 gennaio 2019 - 17:20

Presentato a Napoli progetto Confindustria “Insieme per l’Africa”

Presso la sede dell'Unione Industriali
Presentato a Napoli progetto Confindustria “Insieme per l’Africa”

Napoli , 14 gen. (askanews) – Favorire collaborazioni tra imprese italiane e africane in settori come quelli dell’agrobusiness, delle energie rinnovabili, della cosmetica. E’ uno degli obiettivi del Progetto “Insieme per l’Africa”, che vede impegnati Confindustria, E4Impact, la Fondazione San Patrignano, insieme a International Trade Center, agenzia delle Nazioni Unite e del Wto per il commercio internazionale, presentato oggi a Napoli, presso l’Unione Industriali.

Il progetto che vede impegnata Confindustria sullo sviluppo economico e sociale del continente africano, prevede inoltre azioni volte a favorire: l’inclusione sociale dei migranti, orientati a far maturare loro esperienze tecniche e manageriali e ad avviare attività di impresa nel proprio Paese di origine; la finanza sociale, con l’obiettivo di promuovere l’emissione di green e social bond per l’Africa.

Il presidente dell’Unione Industriali Napoli, Vito Grassi, ha spiegato il progetto ai cronisti: “Siamo lusingati che Napoli sia stata scelta come una delle tre tappe in cui illustrare gli obiettivi del roadshow che ha il grande merito di trattare i migranti non come un’emergenza ma come un’opportunità”. Il presidente dell’Unione Industriali Napoli, Vito Grassi, ha parlato a Napoli, della presentazione del progetto “Insieme per l’Africa”. “Partiamo dall’analisi del continente africano, che attualmente è il più giovane del mondo, con età media sotto i 20 anni e che nel 2050 raddoppierà la popolazione. Una grandissima opportunità che va declinata con metodi diversi, dalla parte delle classi dirigenti e degli imprenditori. La nostra prospettiva propone dei partenariati privato-privato, cioè tra aziende italiane e africane per sperimentare modelli di cooperazione che potranno portare a una visione diversa della logistica del lavoro, dell’opportunità di creare occasioni in loco e quindi di dare un altro senso alla migrazione”.

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