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Venerdì 11 gennaio 2019 - 17:15

Sciopero controllori, disagi negli aeroporti italiani

Per il sindacato Unica ha aderito il 90% dei controllori
Sciopero controllori, disagi negli aeroporti italiani

Milano, 11 gen. (askanews) – Il sindacato Unica (Unione Italiana Controllo e Assistenza al Volo) ha comunicato che allo sciopero nazionale indetto per l’11 gennaio 2019 ha aderito il 90% dei controllori italiani in turno.

“Qualora le nostre richieste non dovessero essere prese in considerazione – hanno spiegato i rappresentanti sindacali – programmeremo un nuovo sciopero entro la fine di febbraio, questa volta di 24 ore”.

Diversi disagi si sono registrano negli aeroporti italiani. Le maggiori criticità a Napoli, Venezia, Bologna, Palermo, Bari, Brindisi e Torino dove le adesioni allo sciopero sono state del 100%.

Il sindacato Unica, con lo sciopero dell’11 gennaio, intende portare all’attenzione le notevoli ripercussioni e implicazioni sociali che il nuovo piano industriale di Enav SpA sta per riversare sul personale operativo che svolge compiti delicati e di responsabilità.

Enav, srive il sindacato, vuole impattare pesantemente sulle vite e le condizioni sociali di circa 700 lavoratori del comparto operativo e relative famiglie cui sono chiesti sacrifici abnormi. Il piano industriale, inoltre, a regime, ridurrà la forza lavoro di 430 unità operative sugli attuali 2300 dipendenti, utilizzando il meccanismo del turn over che però ad oggi non dà certezze riguardo l’accesso alla pensione proprio del personale principalmente interessato dal suddetto Piano Industriale.

Inoltre, a tutti gli operativi sarà richiesto uno sforzo enorme nell’acquisizione di competenze ad oggi frazionate sui vari impianti territoriali che richiederà iter addestrativi pesanti e cambierà radicalmente il modo di offrire un servizio ad oggi al top in Europa per quanto riguarda puntualità, sicurezza e risultati economici.

Questi processi si scontrano con i dati di bilancio degli ultimi anni che vedono l’utile aziendale lievitare costantemente: 66,1 milioni nel 2015; 76,3 milioni nel 2016 e 101,5 milioni nel 2017 con previsioni di incremento anche per il 2018.

Il tentativo di dialogo instaurato nei mesi scorsi, non ha minimamente smosso l’Enav dai propri propositi.

Per questa ragione, spiegano, si è arrivati all’astensione dal lavoro odierna che sarà replicata anche nei prossimi mesi se non si dovesse ravvisare una netta inversione di tendenza.

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