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Venerdì 11 gennaio 2019 - 18:22

Il più abile

Roma, 11 gen. (askanews) – (di Elio Scocco, 18 anni)

Sono moltissimi gli esperti di politica che ritengono i social network uno dei principali motivi dell’aumento del consenso dei politici sovranisti e antisistema. Più passano gli anni, più viene data rilevanza a Facebook, Twitter, Instagram e simili all’interno del panorama politico. Allo stesso tempo si è parlato, e ancora si discute, riguardo alla lontananza di grandi istituzioni come l’Unione Europea dai cittadini; lo stesso discorso, in Italia, vale anche per la formazione che ha presieduto i tre governi precedenti a quello Conte: il Partito Democratico è tacciato di essere troppo distante dalle esigenze e dai bisogni dei cittadini, dal cosiddetto “paese reale”. E tutto ciò è vero. Ecco perché i social sono così importanti, perché in questo periodo storico sono il mezzo più veloce ed efficace per parlare direttamente con il popolo, per capire cosa vuole davvero. O almeno per convincerli di questo. E Matteo Salvini, in Italia, è il campione indiscusso di questa pratica. La sua è un’abilità sconvolgente, la quale si snoda su due punti fondamentali.

Punto primo. Quante volte abbiamo visto fotografie del nostro viceministro che ritraggono i piatti che stava per mangiare? O dei suoi selfie scattati in una maniera che, almeno noi millennials, non adotteremmo mai, in quanto antiestetica e (per noi) un po’ ridicola. Eppure, è ciò che fa la maggior parte degli adulti della sua età. Persino i suoi commenti sulle notizie di attualità, il continuo schernire le opposizioni è tipico del suo elettorato. Riesce in questo modo a mostrarsi come un uomo comune, come un utente qualunque, come un qualsiasi cittadino che lo vota, o potrebbe votarlo. Ma è proprio Salvini che, in primis, sa che non è così. Non può esserlo. La sua semplicità è però disarmante, e con “semplicità” non vogliamo certo intendere “ignoranza”, come molti pensano. Forse è proprio per questa confusione semantica che i partiti del “sistema” hanno perso così tanto consenso. Il popolo non è stupido, segue chi gli sembra corrispondere di più, indi per cui pane e Nutella a colazione fanno di Salvini un membro delle tante famiglie che lo sostengono. Vero è che non è bastato solo questo a portarlo al governo, ma la sua parte l’ha fatta.

Punto secondo: quali sono i veri bisogni dell’Italia e dei suoi cittadini? Il non far sbarcare i migranti sulla Sea Watch? Quota 100? Un mese fa sembrava che il futuro dell’Italia dovesse decidersi sulla presenza o meno dei presepi nelle case degli italiani. Il nostro Paese ha bisogno di ripartire, di crescere economicamente, di avere un ruolo centrale nei cambiamenti che stanno avvenendo a livello mondiale. Salvini riesce a far passare i temi sui quali combatte come se fossero ciò da cui dipende il futuro dell’Italia, vere e proprie questioni di vita o di morte. Il volume delle stesse viene poi alzato dai mass media, i quali amplificano la loro importanza presunta. Lo stesso discorso vale anche per Di Maio, Grillo e Casaleggio: il reddito di cittadinanza è un bisogno così impellente per il popolo italiano? Possiamo davvero ripartire con riforme come questa? Tornando al leader della Lega, egli riesce ogni giorno di più a concentrarsi su pochi temi, sui quali però riscuote un enorme successo. Poco importa se, dopo anni di ribasso, la pressione fiscale in Italia è aumentata con questa legge di bilancio. Poco importa se il Pil non crescerà quanto avrebbe dovuto nel 2019. Poco importa se lo spread rimane altissimo e mutui e prestiti sono sempre più costosi e pesanti per le nostre famiglie.

Quarantanove persone in mare mantengono il popolo italiano diviso e fanno il gioco di Matteo Salvini. Basterà questo per il futuro?

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