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Giovedì 10 gennaio 2019 - 16:35

Filiera Italia: in 2020 export agroalimentare a 46-47 mld euro

Sfiorato obiettivo del 50%, in 2018 crescita di oltre il 3%
Filiera Italia: in 2020 export agroalimentare a 46-47 mld euro

Roma, 10 gen. (askanews) – Non sarà raggiunto ma sarà quasi sfiorato l’obiettivo di raggiungere i 50 miliardi di export agroalimentare italiano nel 2020, posto a Expo 2020: proiezioni attendibili, spiega Luigi Scordamaglia, numero uno della neonata Filiera Italia, indicano una soglia probabile a 46-47 miliardi di euro.

Nonostante nell’ultimo decennio si sia assistito infatti a un progressivo peggioramento dell’Italia rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea (il nostro Paese ha perso oltre 12 punti di PIL pro-capite rispetto alla media Ue, passando dal 107% del 2008 al 95% del 2017), la filiera agroalimentare italiana nel 2018 ha raggiunto un peso prossimo ai 200 miliardi di fatturato, di questi 140 miliardi sono da imputare all’industria alimentare e 55 miliardi al primario. Stimando il Pil 2018 attendibilmente sui 1.750 miliardi, la filiera agroalimentare ne copre oltre l’11%.

L’export dell’industria alimentare nel 2018 si attesta su una crescita di oltre il 3%, a 33 miliardi di euro circa, “meno della metà del 2017 – spiega Scordamaglia – ma si tratta pur sempre di un dato molto positivo visto il contesto: i mercati esteri hanno importato meno e l’Italia ha fatto comunque meglio di Francia e Germania”. Particolarmente positivo il mese di ottobre 2018, che ha messo a segno un aumento del 9,8% rispetto allo stesso mese del 2017, riportando il trend progressivo dei dieci mesi al +3,4%. La nota dolente, invece, arriva dal mercato interno: le vendite interne continuano ad arrancare. Secondo le ultime rilevazioni Istat sui primi dieci mesi del 2018 si registra un +0,8% in valore e un -0,5% in volume. Anche in questo caso un ottobre positivamente anomalo ha migliorato i progressivi dei nove mesi (+0,7% in valore e -0,7% in volume). Proprio per sorreggere il mercato interno tra gli obiettivi della neonata Filiera Italia c’è “l’impegno anche per i prossimi anni a neutralizzare l’aumento dell’IVA che porterebbe solo ad un ulteriore drammatico impoverimento delle famiglie già in difficolta sull’acquisto di beni di prima necessità, e avvantaggerebbe chi evade”.

Visto il contesto nazionale e internazionale, è quindi difficile che l’anno in corso faccia meglio del 2018. “Comunque, la velocità di uscita lasciata in eredità dalla filiera in chiusura d’anno – ha spiegato Scordamaglia – è incoraggiante. L’ipotesi più probabile è il consolidamento dei trend, con produzione alimentare attorno al +1,0%, export attorno al +3-4%, (dato ancora in controtendenza rispetto alla situazione globale non particolarmente stimolante), con tuttavia una perdurante stagnazione del mercato interno”.

Che il comparto agroalimentare sia però uno dei pilastri dell’economia italiana lo testimonia il fatto che la filiera nel 2018 ha raggiunto un peso prossimo ai 200 miliardi di fatturato, di cui 140 da imputare all’industria alimentare e 55 al primario. Stimando il Pil 2018 sui 1.750 miliardi di euro, la filiera agroalimentare ne copre circa l’11%. Non solo, la filiera occupa in Italia 1,385 milioni di addetti, di cui 919.000 in agricoltura e 465.000 nell’industria (dati 2017), incidendo complessivamente per il 5,5% su tutti gli occupati in Italia. Il dato sull’occupazione dell’agricoltura in Italia è in netta controtendenza con quello della media Ue, con una crescita degli addetti al settore nel nostro Paese di circa il 3% nel periodo 2013/2017 rispetto ad una riduzione degli addetti UE del -7%. Un settore quindi di sempre maggiore occupazione futura e giovanile e che, spiega Scordamaglia, nei prossimi anni farà fatica a soddisfare la propria domanda di lavoratori.

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