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Martedì 18 dicembre 2018 - 19:36

Dl sicurezza, missionari Villaregia: “La legge non governa i flussi”

Lettera aperta dei fratelli e sorelle della sede di Bologna
Dl sicurezza, missionari Villaregia: “La legge non governa i flussi”

Roma, 18 dic. (askanews) – “Abbiamo a lungo riflettuto prima di scrivere queste righe perché oggi chiunque provi a pronunciarsi sui migranti viene incasellato a priori in categorie ideologiche che impediscono il confronto: il risultato è che non ci si ascolta più. Crediamo, invece, nella forza del dialogo e dell’incontro e per questo prendiamo ‘penna e calamaio’ e vi raccontiamo qualcosa di noi. Siamo i fratelli e le sorelle della Comunità Missionaria di Villaregia di Bologna (con sede a Vedrana di Budrio), comunità costituita da missionari e famiglie missionarie, che da tempo condivide la vita con alcuni ragazzi provenienti dall’Africa. Alcuni sono studenti universitari che hanno perduto l’alloggio, altri sono appena usciti da Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e sarebbero sulla strada senza il progetto Caritas ‘Un rifugiato a casa mia’, a cui noi come Comunità abbiamo aderito e grazie al quale facciamo un pezzo di strada insieme per poi lasciare che la vita ci faccia spiccare il volo: noi per la missione, loro per un lavoro e una casa faticosamente conquistati con impegno e tenacia”. Lo scrivono i missionari e le missionari della Comunità di Villaregia, sede di Bologna, commentando il decreto sicurezza.

“Per noi – scrivono – è naturale vivere sotto lo stesso tetto con questi ragazzi, sarà perché quando siamo dall’altra parte del mondo gli stranieri e quelli ‘colorati’ siamo noi. E ci arricchisce l’esperienza di condivisione e fraternità con i popoli che ci aprono le loro porte”.

“Se è vero che il verbo accogliere significa: andare insieme verso una meta, quello che stiamo vivendo è un tempo di profonda sofferenza. Perché la legge varata dal Parlamento sancisce il “dovere di scomparire” in quanto le disposizioni in essa contenute – la negazione della carta d’identità e il codice fiscale temporaneo e il rimpatrio obbligatorio, impossibile da attuare viste le risorse a disposizione – cercano in fondo di nascondere chi solca i nostri lidi per sognare un futuro migliore. Questa legge non governa i flussi migratori ma ne aggrava le conseguenze, generando maggiore insicurezza e illegalità. Molti giuristi si sono espressi, da mesi, sull’incostituzionalità di questo provvedimento, che mette sulla strada uomini e donne, privati della loro dignità e del godimento di diritti umani universali che, per definizione, dovrebbero essere riconosciuti a ogni persona. Le norme appena approvate espongono queste persone a condizioni di vita disumane, a instabilità sociale, fisica, mentale che, pericolosamente, potrebbe sfociare in un aumento di atti di illegalità e violenza ancor più frequenti e gravi di quelli attuali”.

“La vita insieme ai ragazzi che accogliamo e abbiamo accolto ci consente di poter dire che è possibile crescere insieme, arricchirci reciprocamente, sostanziando il senso dell’accoglienza che è: ad-cum-legere (andare, insieme, verso una meta). Noi ci siamo, insieme a tanti. Se volete possiamo ad-cum-legere anche insieme a voi!”

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