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Mercoledì 12 dicembre 2018 - 11:23

Terrorismo, Salvini: oggi riunione Casa, c’è massima attenzione

Le preghiere non bastano più, arrestare non è diritto ma un dovere
Terrorismo, Salvini: oggi riunione Casa, c’è massima attenzione

Roma, 12 dic. (askanews) – “Per quanto riguarda l’italia, la mia testa e il mio cuore da ministro sono lì: questa mattina si riunisce d’urgenza il Casa (Comitato di analisi strategica antiterrorismo, ndr.), c’è una situazione di massima attenzione da nord a sud per tutti i radicalizzati e gli estremisti di ritorno, perchè sono stanco solo di pregare”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini durante la visita istituzionale in corso a Gerusalemme.

Salvini, commentando l’attentato a Strasburgo, ha ricordato: “ho fatto l’europarlamentare per 9 anni, quei mercatini, quella città erano casa mia e la preghiere da sole non basta più. Occorre individuare, ricercare, bloccare e arrestare con ogni mezzo possibile, verificare chi entra e chi esce da un paese. Questo non è un diritto ma un dovere, come anche l’arresto immediato di chi in queste ore sta esultando on line: c’è la polizia postale che sta setacciando la rete per cercare gli infami che festeggiano la morte di qualcun altro”.

Salvini ha poi aggiunto: “dobbiamo lavorare ancora meglio, ma le nostre forze di intelligence sono già tra le migliori al mondo. Rinsaldare l’asse con Israele – ha quindi constatato – significa avere ancora più sicurezza e controlli e di questo parlerò oggi con il premier israeliano con cui c’è totale sintonia”.

“Rifletta – ha poi ammonito Salvini – chi in Europa parla di porte e porti aperti, casa mia e il mondo sono aperti alle persone perbene, chi porta violenza e distruzione non deve avere nessun tipo di compassione e ospitalità, siamo a disposizione delle forze francesi per qualunque scambio di collaborazione”.

“Le cose però hanno il loro nome – ha concluso – è strano leggere sui giornali italiani che qualcuno si stupisce se io chiamo terroristi islamici quelli che sono terroristi islamici. Ridiamo il giusto peso alle parole – ha concluso – perché se non si identifica l’avversario la partita non si vince, e lo dico uscendo da un luogo di pace e convivenza. Senza regole certe non c’è nessuna pace possibile”.

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