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Giovedì 6 dicembre 2018 - 07:26

Il Friuli Venezia Giulia approva la riforma della sanità

Aziende da 5 a 3 più quella Zero

Trieste, 6 dic. (askanews) – Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato a maggioranza il disegno di legge di riforma del sistema sanitario. “All’inizio ero convinto servisse la separazione tra ospedale e territorio – ha detto il presidente Massimiliano fedriga – e, nel corso della capillare fase di ascolto, tutti i portatori di interesse ce lo avevano confermato, precisando però che il sistema sarebbe stato troppo stressato in caso di ulteriori stravolgimenti. Ecco perché abbiamo scelto di non elaborare la riforma perfetta ma quella più in grado di garantire risposte immediate ai cittadini”. Quello svoltosi in Aula è stato, secondo Fedriga, un dibattito utile e costruttivo. Dal governatore un grazie all’assessore Riccardo Riccardi, ai consiglieri, anche alle Opposizioni, alle quali ha spiegato che “è una riforma aperta al dialogo ed alcuni emendamenti non sono stati accolti perché si riferivano alla pianificazione, aspetto che andremo a costruire con la collaborazione di tutti”.

“Il futuro non è scontato – ha evidenziato Fedriga – in quanto i costi sono tutt’altro che indifferenti rispetto a ciò che il diritto alla salute richiede. Dovremo perciò investire bene e consapevolmente, evitando gli ingenti aumenti di spesa che hanno caratterizzato il passato”.

Con la riforma le aziende ospedaliere territoriali si riducono da cinque a tre: Pordenone, Udine e Venezia Giulia (Trieste e Gorizia). Nasce l’Azienda zero0 che si occuperà, come nel caso del Veneto, di tutta la sanità e avrà sede a Udine. “Ora possiamo pensare subito al compito più importante che ci attende, quello della programmazione sanitaria sulla quale lavoreremo a inizio 2019” ha dichiarato Riccardi. Di tutt’altro avviso il capogruppo del Pd Bolzonello che lamenta: “Sulla sanità poteva esserci un’apertura di credito, sugli emendamenti presentati dal Pd c’è stato invece solo un atteggiamento di chiusura, ci aspettavamo qualcosa di più che non c’è stato.

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