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Mercoledì 5 dicembre 2018 - 14:39

Anaao Assomed: aggressioni a medici? Un bollettino di guerra

Quasi 7 medici su 10 riferiscono di averne subite
Anaao Assomed: aggressioni a medici? Un bollettino di guerra

Roma, 5 dic. (askanews) – Quasi sette medici su dieci riferiscono di essere stati vittima di aggressioni, per las maggior parte verbali, ma anche (3 su 10) fisiche. Un dato che al Sud e nelle isole arriva al 72% e addirittura all’80” per chi lavora nei pronto soccorso. Sono i dati dell’indagine Anaao Assomed, presentata lo scorso giugno, che oggi il sindacato medico ripropone su Fb, alla luce dell’ennesimo atto di violenza contro un medico all’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone.

Il sondaggio che il sindacato medico ha condotto da aprile a maggio 2018 su un campione di medici di tutte le specialità iscritti all’Associazione, “è un vero e proprio bollettino di guerra che mostra un quadro estremamente preoccupante. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un escalation progressiva degli episodi di violenza contro gli operatori sanitari: dal recente tentativo di strangolamento di un medico di pronto soccorso fino a stupri e vere e proprie spedizioni punitive da parte di gruppi organizzati contro i medici”.

L’analisi è stata condotta su 1280 soggetti con un tasso di risposte crescente all’aumentare dell’età: il 6,67% è di età compresa tra 25 e 35 anni, il 21,63% tra 35 e 45 anni; il 27,83% tra 35 e 55 anni e il 43,88% tra 55 e 65 anni. Le donne hanno mostrato maggiore partecipazione dimostrando maggiore sensibilità al problema: 53,95%. Le Regioni di provenienza degli intervistati rispecchiano la numerosità degli Iscritti Anaao cui è stata destinata l’indagine, con percentuali di risposta che superano il 10% in Emilia Romagna, Piemonte, e Veneto e tra il 5-10% in Campania, Toscana, Lazio e Sicilia.

Il 65% circa dei partecipanti alla survey ha risposto di essere stato vittima di aggressioni, di questi il 66,19% riferisce aggressioni verbali mentre il 33,81% aggressioni fisiche. Una ulteriore analisi regionale evidenzia che la percentuale di aggressioni sia fisiche che verbali si incrementa al 72,1% nel Sud e nelle Isole. Dato ancora più allarmante per i Medici che lavorano in Pronto Soccorso e 118 dove le stesse percentuali salgono all’80,2%. Rispetto alle aggressioni fisiche invece particolarmente colpiti sono i medici dei reparti di Psichiatria/SERT (il 34,12% di tutte le aggressioni fisiche) e i medici di Pronto soccorso/118 (il 20,26% di tutte le aggressioni fisiche).

Il 23,35% degli intervistati ha risposto di essere a conoscenza di casi di aggressione da cui è scaturita invalidità permanente o decesso. Dalle aggressioni sono scaturiti dai 3 a i 100 giorni di prognosi. Il 70% del campione riferisce di essere stato testimone di aggressioni verso il personale sanitario, il che fa supporre che il fenomeno sia di fatto sottostimato rispetto a quanto emerso a domanda diretta nel sondaggio. Le cause delle aggressioni per i medici coinvolti nell’indagine sono da riferire a fattori socio-culturali per il 37.2%, definanziamento del SSN per il 23,4%, carenze organizzative per il 20%, carenze di comunicazione per l’8,5%. Da segnalare che più di un intervistato dichiara che l’aggressione verbale è provenuta da un collega sul posto di lavoro. Sorprendenti infine le risposte all’ultimo quesito inerente il ruolo del sindacato come tutore della sicurezza degli operatori: il 56,4% non sa se il problema viene trattato ai tavoli sindacali, mentre il 30,8% è convinto che esso non venga mai discusso.

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