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Sabato 10 novembre 2018 - 14:36

Veneto, meno disoccupazione più opportunità: aumenta precariato

Bollettino mensile "Statistiche flash" dell'Ufficio statistica Regione

Venezia, 10 nov. (askanews) – Meno disoccupati e più opportunità di lavoro: il Veneto è una delle regioni leader in Italia per dinamicità del mercato del lavoro, con i più alti livelli di occupazione. Ma a crescere sono soprattutto i contratti di lavoro temporaneo: negli ultimi dieci anni la percentuale dei giovani precari in Veneto è raddoppiata, passando dal 18% nel 2007 al 34 per cento del 2017. Più di un terzo degli under 34 in Veneto non ha un lavoro stabile. E, spesso, il precariato porta con sé retribuzioni più basse o, comunque, redditi medi che scontano i periodi di inattività. A mettere a fuoco le dinamiche economiche e sociali di un mercato del lavoro sempre più divaricato tra ‘garantiti’ e non, tra anziani e giovani, è l’ultimo bollettino mensile “Statistiche flash” dell’Ufficio statistica della Regione Veneto. I giovani veneti – spiega il report statistico – si trovano in una condizione di vantaggio rispetto ai coetanei delle altre regioni: i Neet (cioè i giovani che non studiano e non lavorano) sono 15 su 100 (nel resto d’Italia sono 24 su 100), in flessione del 2,7 per cento rispetto all’anno precedente; e il tasso di disoccupazione giovanile è del 20,9 per cento, 14 punti in meno della media nazionale. Il Veneto, insieme a Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Lombardia e Valle d’Aosta, è fra le regioni dove gli indici occupazionali sono più alti e il dinamiche del mercato del lavoro sono più vivaci. Ma il mondo del lavoro si sta facendo sempre più precario: gli occupati dipendenti complessivi nell’ultimo anno sono cresciuti del 3,2 per cento, quelli a tempo determinato del 15,3%. Risultano in aumento – evidenzia Statistiche Flash – la percentuale di lavoratori con una bassa paga, che si riflette in minori opportunità e maggiore rischio di esclusione sociale per persone che comunque lavorano, e quella degli occupati con un titolo di studio superiore a quello richiesto per svolgere la professione in cui sono impiegati. Nel 2017 i dipendenti in Veneto che guadagnano una retribuzione oraria inferiore a 2/3 di quella mediana sono il 6,8% e il 23,6% risultano essere i sovraistruiti, oltre 6 punti percentuali in più dal 2007. Anche in questo caso il Veneto fa meglio del resto d’Italia, dove la percentuale delle basse retribuzioni supera il 10 per cento e quella degli assunti con titoli di studio superiori alle mansioni richieste è del 24 per cento, ma precarietà e basse retribuzioni producono anche in Veneto un progressivo allargamento della forbice nei redditi e, quindi, delle disuguaglianze. E’ sempre il bollettino statistico regionale a misurare la crescita diseguale del reddito complessivo delle famiglie venete: nel 2016 il 20 per cento delle famiglie più ricche deteneva un reddito complessivo pari a 4,3 volte quello del 20 per cento delle famiglie più povere, un anno prima la distanza era di 3,8 volte.

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