Header Top
Logo
Sabato 17 Novembre 2018

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • M5s: in caso di condanna nessun automatismo

colonna Sinistra
Sabato 10 novembre 2018 - 12:25

M5s: in caso di condanna nessun automatismo

Precisazioni sulle affermazioni Pm Paolo Ielo
M5s: in caso di condanna nessun automatismo

Roma, 10 nov. (askanews) – Nel codice di comportamento per i candidati eletti del Movimento 5 Stelle alle elezioni amministrative di Roma del 2016 “non esisteva alcun automatismo ma un meccanismo che comportava una valutazione caso per caso”.

E’ quanto si legge in un post pubblicato sul blog del M5s.

“In riferimento alle notizie di stampa secondo cui ieri il procuratore aggiunto Paolo Ielo, nel corso del dibattimento per il processo che vede coinvolta Virginia Raggi, ha sostenuto che l’ipotetico falso sarebbe stato da quest’ultima commesso perché ‘in base al codice etico allora vigente nel MoVimento 5 Stelle avrebbe dovuto dimettersi’ nel caso di iscrizione nel registro degli indagati – si legge nel post – si precisa che: 1) non esiste un codice etico antecedente a quello attuale; esiste, invece, un codice di comportamento per i candidati eletti del MoVimento 5 Stelle alle elezioni amministrative di Roma del 2016 2) L’articolo 9 di tale codice prevedeva al capo A l’obbligo per il sindaco di dimettersi ‘se, durante il mandato sarà condannato in sede penale, anche solo in primo grado’ o ‘l’impegno etico di dimettersi laddove in seguito a fatti penalmente rilevanti venga iscritto nel registro degli indagati e la maggioranza degli iscritti al Movimento 5 Stelle, mediante consultazione in rete, ovvero i garanti del movimento decidano per tale soluzione…”.

“A conferma di quanto sopra – prosegue il post – la stessa sindaca ha correttamente ricordato i casi dei sindaci Federico Pizzarotti e Filippo Nogarin i quali, a seguito della loro iscrizione nel registro degli indagati per due differenti eventi, non si sono dimessi e non hanno subito alcun procedimento disciplinare per tale motivo. Si precisa che il sindaco Pizzarotti è stato sospeso per non aver dato comunicazione del procedimento di cui era a conoscenza da vari mesi e non già per il procedimento in sé. La stessa Virginia Raggi, pure indagata nel luglio 2016 dalla procura di Roma (procedimento immediatamente archiviato), non ha subito alcun procedimento disciplinare”.

Pol-Afe

CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su