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Venerdì 9 novembre 2018 - 18:50

Roma, pm: in vicenda Raggi c’è la manina di Marra

"Pacifico che si tratti di falso ideologico in atto pubblico"

Roma, 9 nov. (askanews) – Raffaele “Marra ci ha messo la manina, per non dire la manona, ma la sindaca sapeva. E’ certo che sapesse”. Lo ha detto il pm Francesco Dall’Olio nel corso della requisitoria davanti al giudice monocratico del tribunale della Capitale. Sotto accusa c’è la prima cittadina Virginia Raggi. “Ma è pacifico che si tratti di falso ideologico in atto pubblico”, ha spiegato l’aggiunto Paolo Ielo nel sollecitare la condanna a 10 mesi di reclusione con concessione delle attenuanti generiche.

I pubblici ministeri hanno sottolineato lungo tutto il loro rispettivo intervento ha riguardato il ruolo di Raffaele Marra, all’epoca vice capo di gabinetto e stretto collaboratore di Raggi. Secondo i magistrati lui avrebbe avuto un ruolo nella nomina del fratello Renato. L’accusa di falso per la sindaca è relativa ad una dichiarazione all’ufficio anticorruzione in cui rivendicò la decisione.

A parere di Ielo e Dall’Olio, Marra “non era come gli altri 25 mila dipendenti comunali: andava protetto perché era ‘uomo-macchina’ e fondamentale per la nuova amministrazione perché ne conosce tutte le difficoltà. Andava protetto perché era conoscenza di tutto e senza di lui non si poteva andare avanti”.

Secondo il pm Ielo la sindaca disse il falso perché rischia le dimissioni in base al codice etico in vigore tra gli M5S. “E se Marra va a casa ingenera l’avvio di una indagine e questo comporterebbe un grosso problema politico per l’amministrazione”.

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