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Giovedì 8 novembre 2018 - 19:05

Roma, per Raffaele Marra sentenza attesa il 13 dicembre

Difensori: va assolto perché il fatto non sussiste

Roma, 8 nov. (askanews) – E’ stato rinviato al 13 dicembre il processo che vede imputato Raffaele Marra, ex capo del personale del Comune di Roma, che risponde di corruzione in relazione alla compravendita di un appartamento. I giudici della II sezione dopo le conclusioni dei difensori hanno deciso di aggiornare l’udienza. La Procura, stamane, ha sollecitato una condanna a 4 anni e sei mesi di carcere. Per quella data è prevista una breve replica delle parti e poi il tribunale si ritirerà in camera di consiglio per andare a sentenza.

I legali dell’ex dirigente pubblico, Fabrizio Merluzzi e Francesco Scacchi, hanno invece sostenuto la “insussistenza dell’impianto accusatorio costruito addosso ad uno che secondo i pm doveva essere il padrone del Campidoglio ed invece adesso, dopo aver lasciato il lavoro, ha solo debiti e nessun impiego”.

Secondo le accuse Marra avrebbe ricevuto dal costruttore Sergio Scarpellini nel 2013 quasi 400mila per l’acquisto di un appartamento a Roma nella zona di Prati Fiscali, poi intestato alla moglie. Il pm Barbara Zuin, nel corso della requisitoria durata circa due ore, ha chiesto inoltre la confisca dell’immobile oggetto della presunta corruzione. “Marra è una persona pulita che ha svolto il suo incarico al meglio e non ha commesso alcuna infrazione”, hanno aggiunto i difensori.

Lo scorso luglio la posizione di Scarpellini è stata stralciata alla luce delle sue gravi condizioni di salute. “Le sue dichiarazioni, qui in aula – hanno aggiunto i legali di Marra – hanno un peso relativo. E’ una persona di oltre 80 anni che parla di fatti pregressi e di poco conto. Inoltre questa vicenda gli ha portato solo problemi”.

Gli avvocati Merluzzi e Scacchi hanno chiesto ai giudici l’assoluzione perché il “fatto non sussiste” o “non costituisce reato”. “Marra era punto di riferimento della nuova maggioranza del Campidoglio? Non è una colpa. Il ruolo e la conoscenza della macchina amministrativa lo ha posto in una posizione chiave. Nelle intercettazioni indica sempre e solo una soluzione, non è mai imperativo”.

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