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Giovedì 11 ottobre 2018 - 16:57

Cucchi, carabiniere: dopo le botte Stefano non parlava

Il racconto reso agli inquirenti della Procura di Roma
Cucchi, carabiniere: dopo le botte Stefano non parlava

Roma, 11 ott. (askanews) – Stefano Cucchi, dopo le botte da parte dei carabinieri, non parlava quasi. “Mi avvicinai a Stefano, lo aiutai ad alzarsi e gli chiesi come stesse, lui mi rispose ‘sto bene, io sono un pugile’ ma si vedeva che era stordito”, ha detto il 18 luglio scorso il carabiniere Francesco Tedesco, che ha reso tre interrogatori ai magistrati e spiegato quanto avvenuto in quel giorno di ottobre del 2009. “Dopo aver nuovamente diffidato Di Bernardo e D’Alessandro, dicendo loro di stare lontani da Cucchi, con il mio cellulare chiamai il maresciallo Mandolini e gli raccontai quello che era successo”.

Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo sono i due militari che in borghese picchiarono Stefano, secondo il racconto dello stesso Tedesco. Lui invece era in divisa. “Durante il viaggio di ritorno in caserma io e Cucchi eravamo seduti nuovamente dietro e mi sembrava che gli animi si fossero calmati, Cucchi non diceva una parola e in quella occasione mi resi conto che era molto provato e sotto choc: aveva indossato il cappuccio, teneva il capo abbassato e non diceva una parola. Devo dire che anche io ero turbato per quello che avevo visto, ma sono state anche peggio quando ho denunciato e non è accaduto nulla”.

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