Header Top
Logo
Venerdì 14 Dicembre 2018

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • Fondazione Brf: migranti più soggetti a psicopatologie da stress

colonna Sinistra
Venerdì 21 settembre 2018 - 17:07

Fondazione Brf: migranti più soggetti a psicopatologie da stress

Piccinni, presidente della Onlus: va studiata la loro psicologia
Fondazione Brf: migranti più soggetti a psicopatologie da stress

Roma, 21 set. (askanews) – “Studiare il fenomeno da nuove ottiche, per avere nuovi sguardi”. E’ questo il suggerimento del Presidente della Fondazione BRF Onlus – Istituto per la Ricerca Scientifica in Psichiatria e Neuroscienze. Secondo un’indagine condotta dalla Fondazione BRF e basata su studi internazionali focalizzati su campioni di migranti, si rivela infatti come questi soggetti abbiano un’incidenza di psicopatologia più elevata rispetto a quanto si rilevi nella popolazione definita standard nei luoghi d’arrivo. “Sono presenti – nota il Prof. Armando Piccinni – maggiori disturbi d’ansia, depressione e psicosi. Fenomeni psichiatrici legati alle condizioni di stress che i migranti vivono, ma anche allo sforzo di adattamento che devono compiere”. Diventa allora necessario mettere a fuoco attraverso la psicologia e la psichiatria l’indole di chi arriva.

“Esiste attualmente – prosegue Piccinni – un grande interesse per i migranti da un punto di vista politico, sociale, economico e finanziario. Tutto è centrato sulle relazioni del migrante con la società accettante e con le nazioni di provenienza. Esiste però uno scarso interesse per quelli che sono i vissuti del migrante, le motivazioni interiori che spingono questi uomini a tentare la fortuna, e quelle che sono le condizioni psichiche di queste persone all’arrivo nelle Nazioni di destinazione. Una conoscenza migliore di questi elementi psicologici e psicopatoloci ci aiuteranno a comprendere meglio quali siano le possibilità di adattamento e di inserimento nella nostra società. Le motivazioni che spingono il soggetto a migrare sono legate al temperamento. Alcuni partono, altri restano e questo non è giustificato dalla gravità della condizione, ma dalle spinte interne che rendono impossibile la partenza o inderogabile la fuga. Diventa necessario però ridefinire la credenza relativa alla capacità di inserimento. Non è infatti possibile prescindere dalla struttura di questi uomini, che è stata condizionata dall’interazione tra il loro patrimonio genetico e l’ambiente che hanno vissuto fino a prima di raggiungere il nuovo Paese”.

Domani il Prof. Piccinni terrà un più esteso intervento su questo tema nel corso del seminario “La mente nel tempo di migrazione” ad Assisi, presso Palazzo Bernabei.

CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su