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Martedì 18 settembre 2018 - 16:58

La ricerca sull’Alzheimer parte dalla diagnosi precoce

Presentati a Milano 25 progetti di Airalzh insieme a Coop
La ricerca sull’Alzheimer parte dalla diagnosi precoce

Milano, 18 set. (askanews) – La ricerca sull’Alzheimer in Italia parla il linguaggio dei giovani e si concentra soprattutto sulla diagnosi precoce, cogliendo anche il recente suggerimento della FDA (Food and Drug Administration) alle Industrie Farmaceutiche che individua nella diagnosi precoce lo strumento essenziale per lo sviluppo di farmaci per il trattamento dell’Alzheimer.

Sono stati presentati oggi – presso l’Università Statale di Milano – i primi risultati dei 25 progetti triennali di ricerca della rete di giovani ricercatori sostenuti da Airalzh Onlus, in partnership con Coop, molti dei quali rivolti a rendere sempre più precoce ed affidabile la diagnosi delle demenze attraverso lo studio di biomarcatori specifici, di nuovi strumenti diagnostici e di test specifici di analisi del linguaggio.

Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati i dati ottenuti nei primi due anni di lavoro dai Ricercatori della Rete Nazionale. I risultati spaziano dalle nuove interpretazioni applicate a strumenti diagnostici già utilizzati come la Risonanza Magnetica e la Tomografia a positroni (PET), alla ricerca di nuovi biomarcatori nei liquidi biologici come il liquor e la saliva; sono stati comparati i biomarcatori nel liquor in associazione con i dati clinici ma anche la loro implicazione nei fenomeni patologici connessi alla funzione del cervello. Sono stati indagati anche gli aspetti clinici e neuropsicologici quali possibili biomarcatori per una diagnosi precoce ma sono anche stati esaminati in uno studio epidemiologico i determinanti del ritardo diagnostico nei pazienti con demenza.

“Nel complesso, nonostante due anni siano un termine temporale decisamente minimo per la ricerca scientifica, – afferma il Prof Sandro Sorbi, Presidente Airalzh Ordinario di Neurologia dell’Università di Firenze e Direttore della clinica neurologica dell’AOU Careggi – “sui vari argomenti oggetto di studio da parte della Rete Nazionale dei Giovani Ricercatori Airalzh sono già stati pubblicati 27 lavori scientifici su riviste internazionali.”

“Alla conclusione di questi progetti – commenta Sorbi – speriamo di poter individuare i malati di AD e di altre forme di demenza in maniera più precisa e, soprattutto precocemente, quando ancora i sintomi siano minimi e tali che il rallentamento o l’arresto della progressione consentano per i malati di proseguire con in una vita personale e sociale di accettabile qualità.”

Airalzh è orgogliosa della sua rete di giovani ricercatori e ritiene molto importante coinvolgere anche i più giovani facendo loro conoscere una malattia che può colpire tutti, non solo le persone in età avanzata. Ecco perché gli stessi ricercatori della rete Airalzh – supportati dai volontari Coop di Milano – hanno coinvolto studenti e passanti – in Via Festa del Perdono, davanti all’Università Statale di Milano – in un’attività di sensibilizzazione volta ad avvicinare tutti al tema e raccontare il loro impegno nella ricerca. “Con il nostro lavoro ce la stiamo mettendo tutta per dare una speranza a tutti i malati di Alzheimer e alle loro famiglie ed è stato bello poterlo raccontare oggi direttamente a ragazzi anche più giovani di noi”, ha commentato un ricercatore.

L’attività di informazione nei confronti dei giovani non sarà l’unica promossa da Airalzh, perché la sensibilizzazione proseguirà presso i vari punti vendita Coop d’Italia con iniziative volte a far conoscere che solo in Italia più di 1.400.000 persone sono affette da demenza.

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