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Venerdì 14 settembre 2018 - 15:23

Stoccaggio rifiuti a Terrasini, il no del Comitato dei cittadini

Chiedono di revocare e cancellare il decreto regionale

Palermo, 14 set. (askanews) – La revoca e la cancellazione dei decreti regionali che hanno autorizzato la realizzazione di un centro di stoccaggio e compostaggio di rifiuti a Terrasini, in provincia di Palermo. E’ questa la richiesta avanzata dal Comitato per la salvaguardia del territorio di Paterna-Zucco che ha formalmente presentato al Protocollo dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente e al Dipartimento acque e rifiuti della Regione Siciliana una diffida a procedere all’Assessore Salvatore Cocina. La diffida è stata inviata anche per conoscenza all’assessore ai Rifiuti Alberto Pierobon, al sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci e alla Procura di Palermo.

“Trascorsi trenta giorni dalla consegna della diffida – si legge in una nota del Comitato – da parte dell’avvocato del Comitato Carlo Pezzino Rao, che ha presentato un articolato e circostanziato elaborato che ricostruisce l’anomala vicenda della concessione ad un privato di un Centro di Compostaggio e Stoccaggio Rifiuti nell’agro di Paterna a Terrasini, si procederà penalmente”.

La realizzazione del centro privato di stoccaggio rifiuti è stata approvata lo scorso 17 Luglio 2018 in contrada Paterna, ultimo polmone verde, per il suo valore ed interesse naturalistico, culturale e storico – per la vicinanza dell’area dello Zucco, una volta feudo del duca Henry duca d’Aumale, e per alcuni recenti ritrovamenti e l’area archeologica lungo il fiume Nocella rappresenta una zona da valorizzare e non certamente da condannare con i rifiuti.

“Questa decisione – dichiara il Presidente del Comitato, Beatrice Gozzo – pregiudica fortemente un territorio vocato al turismo e all’agricoltura biologica e su cui insistono varie riserve naturali e nella quale molti giovani, come me, hanno deciso di costruire il loro futuro. Qualora venisse realizzato questo progetto, la salute dei cittadini, l’imprenditoria agricola e il turismo sarebbero a grave rischio”. (segue)

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