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Venerdì 14 settembre 2018 - 15:28

In Italia suicidio causa 10% morti fra i giovani

Pompili (Sapienza): il web non è solo nemico

Roma, 14 set. (askanews) – Secondo i dati Istat più recenti in Italia si registrano ogni anno circa 4.000 morti per suicidio, di questi, nel 2015, 344 avevano meno di 30 anni di cui 13 meno di 15 anni. I giovani deceduti per suicidio rappresentano quindi il 10% di tutte le morti per suicidio. Anche se i casi di mortalità per suicidio sono più elevati tra gli anziani, è tra i giovani che il suicidio rappresenta anche a livello mondiale la seconda causa di morte registrando il 13% di tutti i decessi tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Il Nord-Est registra il tragico primato dell’area geografica più colpita, meno a rischio le regioni meridionali.

Il convegno internazionale di Suicidologia e Salute Pubblica organizzato dal Servizio per la Prevenzione del Suicidio, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, Università Sapienza di Roma e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini si conclude oggi a Roma alla presenza di oltre 1.000 esperti nazionali e internazionali. Maurizio Pompili, Direttore del Servizio per la Prevenzione del Suicidio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Andrea di Roma e docente di Psichiatria all’Università Sapienza di Roma, interviene sul caso del quattordicenne suicidatosi a Milano: “Il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani in Italia e nel mondo preceduto solo dagli incidenti stradali”.

Pompili poi spiega: “Internet è diventata la realtà dove potersi procurare metodi per togliersi la vita peculiari come il kit a base di elio con una mascherina che procura la morte per ipossia. Questi siti sono stati segnalati dalle istituzioni come pericolosi in varie occasioni: è molto importante sensibilizzare l’opinione pubblica, la famiglia e la scuola a denunciare ai commissariati online eventuali attività che istighino o inneggino al suicidio. Fondamentale non sottovalutare i segnali di allarme come ad esempio: irritabilità repentina, nascondere ai genitori le attività online, disturbi alimentari, improvviso deterioramento dell’aspetto fisico. Tuttavia internet non va demonizzato perché rappresenta anche un’opportunità per chiedere aiuto, come dimostrato da i numerosi centri crisi online che rispondono in tempo reale a richieste di intervento per coloro che sono a rischio di suicidio come ad esempio LifeLine (suicidepreventionlifeline.org)”.

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