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Giovedì 13 settembre 2018 - 09:55

Blitz dei carabinieri al mercato generale di Fondi, 6 arresti

Ricercate altre due persone dai militari dell'Arma

Roma, 13 set. (askanews) – Blitz dei carabinieri al Mof, Mercato ortofrutticolo di Fondi e 6 persone arrestate. Gli inquirenti della Dda hanno assestato un duro colpo alla famiglia Gangemi di Aprilia.I carabinieri di Latina, infatti, alle prime ore di oggi, 13 settembre, hanno dato esecuzione tra Fondi, Terracina, Mondragone a 6 ordinanze di custodia cautelare (3 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) emesse dal gip del tribunale di Roma.

Gli indagati – si spiega – sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, impiego di denaro di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni, commessi con l’aggravante del metodo mafioso. Nello stesso contesto si è inoltre proceduto al sequestro preventivo delle quote e del patrimonio aziendale di una società di trasporto, “La Suprema S.r.l.”. Due persone sono ancora ricercate.

I provvedimenti sono frutto di un’articolata attività d’indagine denominata “Aleppo”, avviata sulla base di accertamenti compiuti dai carabinieri di Fondi e proseguita, sotto la direzione della citata Dda dal Nucleo Investigativo. Le verifiche avrebbero accertato il controllo esercitato dalla famiglia D’Alterio sull’indotto del Mof, ottenuto – sempre secondo gli investigatori – anche grazie a radicati collegamenti con i clan camorristici casertani.

In particolare, le investigazioni hanno consentito di accertare che il gruppo familiare capeggiato da Giuseppe D’Alterio alias “Peppe o’ Marocchino” avrebbe esercitato un potere intimidatorio di tipo mafioso al fine di monopolizzare i trasporti da e per il Mof, imponendo anche una propria “tassa” ai movimenti effettuati dalle altre ditte.

Avrebbe assunto il controllo de “La Suprema S.r.l.”, fittiziamente amministrata da prestanome ma di fatto gestita dai figli di D’Alterio, al fine di acquisirne i profitti eludendo le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

Avrebbe infine minacciato un imprenditore della provincia di Viterbo per tornare in possesso di beni che il medesimo aveva acquistato a un’asta pubblica, dopo che erano stati sottratti agli stessi D’Alterio in esecuzione di una misura di prevenzione.

Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati 50 carabinieri del comando provinciale supportati da quelli della provincia di Caserta e da un velivolo proveniente da Pratica di Mare.

In carcere sono finiti Giuseppe D’Alterio (alias “Peppe o marocchino”), 62enne originario di Minturno (LT) e residente a Fondi; Luigi D’Alterio, 38 enne originario di Formia e residente a Fondi; Armando D’Alterio, 35 enne originario di Formia e residente a Fondi;

Ai domiciliari invece Melissa D’Alterio, 36enne enne originaria di Formia e residente a Fondi; Anna D’Avia, 46 enne di Fondi; e Matteo Simoneschi, 31 enne originario di Fondi e residente a Terracina.

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