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Giovedì 9 agosto 2018 - 20:10

Roma, ok Aula a nuovo regolamento per referendum consultivi

Al via iter campagna per referendum su Atac

Roma, 9 ago. (askanews) – L’Assemblea capitolina ha approvato con 25 voti favorevoli e 4 astenuti la proposta 117/2018, a primo firmatario il presidente M5S dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito, recante il “regolamento per l’informazione degli appartenenti alla comunità cittadina e per lo svolgimento della campagna elettorale per i Referendum consultivi indetti per l’anno 2018”. Possono così partire le attività di preparazione e comunicazione per i referendum sull’affidamento del trasporto pubblico locale tramite bando. Al provvedimento sono stati presentati 33 emendamenti e un subemendamento, tra i quali quello che ha sottratto alla sindaca Raggi – e attribuito ai proponenti referendum – la decisione su chi sarà autorizzato a fare campagna per i referendum e sulle piazze nelle quali tenere i comizi referendari. La sindaca Raggi è arrivata in Aula Giulio Cesare per il voto finale e l’ha lasciata subito dopo.

“Stiamo trattando un regolamento complesso che riguarda gli strumenti di comunicazione referendaria e per la loro complessità non siamo ancora in grado di dire quale sarà l’impatto di tutti questi istituti”, ha spiegato presentando in Aula la delibera il presidente M5S della Commissione Roma Capitale Angelo Sturni. “Un regolamento nuovo, che non è immune da questioni politiche che saranno oggetto da emendamenti anche dell’opposizione – ha spiegato il presidente – cui il M5S aderirà perché sono nello spirito di garantire, ad esempio, una maggiore conoscenza degli strumenti e delle posizioni”. Strumenti come opuscoli informativi, ma anche i social ufficiali capitolini “verranno messi in campo 30 giorni prima delle consultazioni aperti a tutti i soggetti autorizzati alla propaganda – ha spiegato Sturni -. Inoltre è stato previsto di estendere il periodo di iscrizione alle liste dei soggetti autorizzati alla propaganda, che verranno aggiornate sul Portale di Roma Capitale, in considerazione del fatto che il varo del regolamento avviene in agosto”. Critiche le opposizioni, che pur hanno partecipato costruttivamente alla condivisione degli emendamenti: “Siamo a conoscenza del lavoro fatto dalla commissione – ha detto il consigliere Pd Roberto Giachetti, tra chi si è più speso nella raccolta delle firme per l’apertura del servizio oltre Atac – ma si lavora alla riduzione del danno. Era l’estate 2017 quando sono state consegnate 33mila firme per la richiesta di messa a gara del Tpl, ma la Giunta ha deciso di fregarsene del referendum pendente e di affidare il servizio fino al 2024 ad Atac. Spiace che gli attori di questo ginepraio amministrativo siano gli stessi che si proclamano campioni della democrazia partecipata perché qui non ce n’è ombra. Un esempio? – ha aggiunto il consigliere – . Mi si dice che non possiamo mandare materiale informativo per posta ai romani per un problema di risorse. Magari se la Giunta avesse voluto davvero far partecipare i romani alla scelta, si fossero accorpati i referendum a precedenti consultazioni, si sarebbero risparmiate quelle risorse necessarie all’invio”. Il Pd si è astenuto dal voto. (Segue)

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