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Venerdì 20 luglio 2018 - 12:02

Salvini: un piano Marshall per l’Africa

Intervista a 360 gradi del Ministro Interno al Washington Post
Salvini: un piano Marshall per l’Africa

Roma, 20 lug. (askanews) – Sull’emergenza sbarchi “l’obiettivo finale non è quello di distribuire i migranti tra i vari Paesi europei, ma di evitare che arrivino in Europa. Dobbiamo intervenire in Africa con un piano Marshall, per migliorare le condizioni di vita nei loro paesi d’origine”. Lo afferma il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in un’intervista all’Washington Post, rilanciata da La Stampa.

Il leader della Lega sottolinea come l’Europa stia “investendo in Africa” ma “se 6 miliardi di euro vanno alla Turchia (per arginare i flussi migratori, ndr) e solo 500 milioni di euro ai Paesi africani, la nostra battaglia deve diventare quella di aumentare i fondi destinati all’Africa”.

Sul rapporto con la Russia, Salvini ribadisce che “non abbiamo mai ricevuto un euro, un rublo, un dollaro” dal partito di Putin. “Avevamo invece firmato un accordo politico con Russia Unita che prevedeva una collaborazione tra i movimenti giovanili dei nostri partiti”, spiega Salvini. E l’annessione della Crimea, afferma Salvini, è stata fatta dopo il referendum con cui la popolazione della penisola è stata consultata sulla riunificazione con la Russia e “il 90% ha votato a favore”. Un quadro a suo avviso più legale di quello che si è creato in Ucraina con “una pseudo-rivoluzione finanziata da potenze straniere”.

Quanto all’euro, argomenta Salvini nella lunga intervista, “penso ancora che sia un esperimento sbagliato, dobbiamo migliorarlo, ma sulla necessità di uscirne chi non ha mai cambiato idea?”. Quindi “vogliamo lavorare per cambiare l’Europa dall’interno e non per uscirne. Vogliamo cambiare la sua economia, la sua politica, la fiscalità e le politiche agricole.

Ad esempio, cambierei immediatamente la direttiva sulle banche.

Dal canto nostro, stiamo facendo di tutto per rispettare il limite del 3% del rapporto deficit/Pil, anche se il limite del 3% non è inciso nella pietra”, sottolinea Salvini.

Orm/Bla

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