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Giovedì 17 maggio 2018 - 19:07

Roma, disordini in Aula su Casa Donne. M5S approva mozione sfratto

Le attiviste: "Onestà, Onestà"

Roma, 17 mag. (askanews) – Approvazione muscolare da parte della maggioranza M5S della mozione che vede prima firmataria la presidente pentastellata della commissione capitolina Pari Opportunità Gemma Guerrini e che chiede alla sindaca di Roma Virginia Raggi di “riallineare” la Casa dell donne “alle moderne esigenze dell’Amministrazione e della cittadinanza, attraverso la creazione di un centro di coordinamento gestito da Roma Capitole e prevedendo con appositi bandi, il coinvolgimento delle associazioni”, di fatto interrompendo la gestione attuale. Con 27 voti la maggioranza capitolina ha approvato la mozione, mentre in un’Aula Giulio Cesare sottosopra, tra volantini e striscioni, le attiviste hanno continuato a gridare “onestà, onestà”, slogan del M5S,e “vergogna”. Pd e Fdi hanno cercato di raggiungere una mediazione con la maggioranza chiedendo che una esponente della Casa intervenisse a rispondere alle critiche di Guerrini, e questo voto venisse aggiornato a martedì, visto che per lunedì 31 è previsto in Campidoglio l’incontro delle associazioni femministe con la Giunta, nella quale le associazioni porteranno documentazione atta a smontare la relazione negativa sull’esperienza elaborata da Guerrini in commissione Pari Opportunità. “Poche ore fa abbiamo consentito a ben tre associazioni di intervenire nel merito di una mozione – ha contestato il capogruppo del Pd Giulio Pelonzi in un richiamo al regolamento, tra le grida incessanti delle attiviste – e ora invece neghiamo loro la parola con una violenza politica inaudita che condanniamo”. Francesco Figliomeni di Fdi ha chiesto, invece “al segretariato capitolino di verificare che la seduta avesse le giuste condizioni per permetterci di ascoltare e votare con cognizione. Per me no e state solo facendo i forti con i deboli e i deboli con i forti, come spesso fare”, ha protestato. Imperterrita la conduzione del presidente M5S dell’Assemblea Marcello De Vito che ha portato l’Aula alla votazione, pur dovendo sospendere la seduta perché, nonostante si fosse passati a discutere il punto successivo, le grida e le proteste delle attiviste continuavano costanti. “Sospendola seduta per disordini ascrivendo a tali disordini la sua interruzione”, ha annunciato de Vito, richiamando alla presidenza i capigruppo d’Aula.

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