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Mercoledì 16 maggio 2018 - 15:13

Adescava omosessuali in chat poi li drogava e rapinava: arrestato

Un 45enne identificato e trovato dalla Polizia in un motel a Roma

Roma, 16 mag. (askanews) – La Polizia di Stato ha arrestato a Roma un 45enne la cui specializzazione era adescare in rete gli omosessuali e, dopo una notte di sesso e droga, rapinarli confidando nell’omertà della vittima, dovuta alla vergogna.

L’ultima e particolarmente efferata rapina la settimana scorsa: ha individuato la vittima su una chat di incontri e con lui ha passato la notte; al risveglio lo ha costretto a consegnargli soldi, carte di credito, un pc portatile e l’auto.

M.F., queste le iniziali del rapinatore, prima di fuggire ha drogato nuovamente il malcapitato e lo ha legato al letto. Gli investigatori del commissariato Porta Maggiore, diretto da Moreno Fernandez, lo hanno identificato seguendo una doppia traccia: quella digitale, grazie alla geo localizzazione del pc, e quella più classica, favorita dallo stesso reo che, fuggendo con l’auto rapinata, ha urtato alcune macchine parcheggiate. M.F., avendo intuito che la polizia era sulle sue tracce, si era rifugiato in un motel sotto falso nome ed è proprio qui che è stato fermato. Gli agenti hanno trovato nella stanza, oltre alle carte di credito rapinate, anche alcune dosi di crack, una bilancia di precisione e 1.400 euro in contanti, probabile provento della sua attività di spacciatore. Durante le fasi successive all’arresto, M.F. è riuscito a scappare rendendosi irreperibile per diverse ore, al termine delle quali è stato rintracciato e condotto a Regina Coeli dagli stessi poliziotti del commissariato Porta Maggiore.

Gli investigatori hanno poi rivolto la loro attenzione a chi ha favorito la breve latitanza del 45enne. A finire nel mirino è stato L.F., originario della Puglia, coetaneo del fuggitivo. Quest’ultimo, fingendo di aiutare la polizia nelle ricerche, informava M.F. per non farlo catturare. Gli agenti però stavano seguendo altre piste che hanno posto in evidenza il doppio gioco di L.F. il quale, messo di fronte alle evidenze investigative, non ha potuto far altro che ammettere le sue reali intenzioni. Al termine della giornata L.F. è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento.

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