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Martedì 17 aprile 2018 - 10:58

Vallanzasca chiede semilibertà. Giudici in riserva

L'avvocato Steccannella: "Ha già trascorso mezzo secolo in carcere"

Milano, 17 apr. (askanews) – Arriverà tra qualche giorno la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano sul destino di Renato Vallanzasca. Lo storico boss della mala milanese chiede la semilibertà, beneficio che aveva già ottenuto nell’ottobre 2013 (con la possibilità per lui di lavorare durante il giorno ma con l’obbligo di rientrare in carcere ogni notte) ma che gli era stato revocato dopo l’arresto del giugno 2014 per il furto di due paia di boxer, due cesoie e del concime per piante in un supermercato milanese. Una tentata rapina che aveva portato all’ennesima condanna per l’ex capo della banda della Comasina: 10 mesi di carcere e 300 di multa che si aggiungono ai quattro ergastoli e 295 anni di carcere già inflitti al “bel Renè”.

Vallanzasca era presente all’udienza di questa mattina ma, stando da quanto si è appreso, non ha parlato in aula. Il suo difensore, l’avvocato Davide Steccanella, ha chiesto e ottenuto l’acquisizione della sentenza sulla tentata rapina al supermarket e il rapporto disciplinare, con tanto di successivi aggiornamenti, disposto dalla direzione del carcere di Bollate sul comportamento dell’agente di Polizia Penitenziaria che ad agosto scorso aveva denunciato di essere stato aggredito da Vallanzasca all’interno del penitenziario milanese. La speranza della difesa è che, sulla base di questi documenti, il collegio di giudici presieduto da Giovanna Di Rosa conceda a Vallanzasca la liberazione condizionale e la semilibertà. “Confido che il Tribunale accolga un’istanza che alla luce di quanto scrive il carcere di Bollate appare del tutto legittima dopo mezzo secolo di carcere”, ha sottolineato l’avvocato Steccanella una volta terminata l’udienza.

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