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Martedì 17 aprile 2018 - 09:40

Confiscati 50 milioni di euro a un imprenditore di Reggio Calabria

Vicino alla cosca dei Tegano
Confiscati 50 milioni di euro a un imprenditore di Reggio Calabria

Roma, 17 apr. (askanews) – Confiscato l’interno patrimonio di Giuseppe Rocco Rechichi, 70 anni, imprenditore reggino ritenuto appartenente alla cosca di ‘ndrangheta dei Tegano. Il provvedimento disposto della Corte di Appello di Reggio Calabria è stato eseguito dai militari della Guardia di Finanza locale. A Rechichi sono stati sequestrati beni per un valore stimato in oltre 50 milioni di euro.

Il provvedimento si fonda sulla base delle indagini legate all’operazione “Astrea”, condotta dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Reggio Calabria, conclusa con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 11 presunti affiliati/contigui alla cosca di ‘ndrangheta “Tegano” di Reggio Calabria – tra cui Rechichi – per il reato di trasferimento fraudolento di valori aggravato dal metodo mafioso per aver posto in essere una serie di fittizie intestazioni di beni/aziende, giungendo ad infiltrare con condizionamenti gestionali, la società “Multiservizi S.p.a.” a capitale misto partecipata dal Comune di Reggio Calabria.

In questo ambito erano state sottoposte a sequestro preventivo le seguenti società reggine – riconducibili a Rechichi per un valore a suo tempo stimato in 50.459.542 euro: “SI.CA. S.r.l.”, “commercio all’ingrosso di materiali da costruzione”; “REC.IM.

S.r.l.”, “compravendita di beni immobili effettuata su beni propri”; “COM.EDIL di Rechichi S.r.l.”, “commercio all’ingrosso di materiali da costruzione”.

Successivamente, le indagini dell’operazione “Astrea” e quelle del procedimento “Archi” – concluso nel 2011 con l’esecuzione di 21 provvedimenti restrittivi cautelari nei confronti di presunti affiliati alla cosca Tegano per associazione per delinquere di tipo mafioso – confluivano nel medesimo processo.

Secondo il Gup Rechichi rappresenta “un vero e proprio braccio economico del sodalizio esaminato, con ogni probabilità ancor più marcatamente di altri sodali e coimputati ‘omissis’ essendo riuscito, grazie anche all’ausilio di liberi professionisti e probabilmente, di centri di potere ancora nell’ombra, a penetrare ed infiltrare persino la Multiservizi S.p.A., società cd. mista, costituita dal Comune di Reggio Calabria per la gestione, tra l’altro, della manutenzione ordinaria e straordinaria di beni di proprietà dell’ente locale. Società di cui lo stesso Rechichi, sino al momento del suo arresto nell’ambito dell’operazione ‘Archi’, è stato il reale ‘dominus’ o comunque soggetto munito al suo interno di sicuro potere decisionale, svolgendo in seno alla stessa le funzioni di “direttore operativo”.

Il Gup rileva anche che dalle dichiarazioni dei collaboratori (Fiume, Iannò, Moio, Fracapane, Lo Giudice) emerge la figura del Rechichi quale affiliato di un certo spessore all’interno del sodalizio di appartenenza radicato nel quartiere Archi di Reggio Calabria.

Nel processo d’appello Rechichi viene condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso “quale partecipe qualificato dell’articolazione territoriale dell’associazione di tipo mafioso ed armata indicata in premessa, risulta stabilmente dedito alla gestione degli affari illeciti della cosca TEGANO – di cui è rilevante espressione imprenditoriale nella veste di socio privato della società mista Multiservizi S.p.A. – oltre che in Reggio Calabria anche in altre parti del territorio nazionale, con compiti di pianificazione ed esecuzione delle specifiche attività illecite a lui delegate dal vertice dell’organizzazione; ha svolto e svolge, inoltre, attività di supporto alle azioni criminali della cosca forte del ruolo acquisito durante la guerra di mafia, quale soggetto particolarmente legato a Carmelo Barbaro, per aver fornito supporto logistico ai gruppi di fuoco, impiegati nell’agguato a Nino Imerti in agro di Fiumata di Muro”.

Con il provvedimento eseguito oggi, la Corte di Appello di Reggio Calabria, ha sottoposto alla misura ablatoria della confisca le società e i relativi compendi riferiti a Rechichi, che entrano definitivamente nella proprietà dello Stato.

Red/Cro/Bla

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