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Lunedì 16 aprile 2018 - 13:10

Nasce il super-Valpantena: il terroir nel bicchiere con Corvina e Teroldego

Il progetto firmato da Rauscedo, Bourguignon E Roger
Nasce il super-Valpantena: il terroir nel bicchiere con Corvina e Teroldego

Roma, 16 apr. (askanews) – Un anno di ricerche, microvinificazioni, analisi delle parcelle e della geofisica dei vigneti con i maggiori esperti mondiali del settore per pensare a un nuovo super vino extra-doc in Valpolicella. Un prodotto inedito, a base Corvina e Teroldego, che incrocia quindi 2 autoctoni simbolo delle Venezie e che nasce in un’area cru tra i 500 e i 700 metri di altitudine. È quanto accaduto in Valpantena (microarea situata all’interno della Valpolicella, Verona) a ‘La Collina dei Ciliegi’, start up vitivinicola guidata da Massimo Gianolli, imprenditore della finanza e appassionato di vino. Che ha messo insieme una task force – presente oggi al Vinitaly per il convegno di presentazione del progetto – tra cui spiccano i coniugi Claude e Lydia Bourguignon, consulenti agronomi dei più importanti Châteaux francesi; Ermanno Murari della cooperativa Rauscedo, leader mondiale nella selezione clonale delle varietà di vite; e del consulente Christian Roger, esperto di vino, finanza e nella gestione di portafogli di investimento che hanno come protagonista il vino.

“Siamo solo a metà del sogno, ma abbiamo superato la parte più difficile, fatta di analisi, rigore e scelte decisive – ha detto il presidente de La Collina dei Ciliegi, Massimo Gianolli -. Ora però la strada si fa in discesa e tra 4-5 anni avremo il nostro super terroir nel bicchiere, fatto con vitigni autoctoni e non internazionali come in altri casi. Allo stesso tempo rimaniamo ovviamente nella Doc, che ha fatto la fortuna della Valpolicella, con le nostre produzioni a partire da quella dell’Amarone. Ma con questo progetto – ha concluso Gianolli – volevamo dimostrare che un altro grande vino è possibile in Valpantena, anche oltre i dogmi della denominazione”.

Nella tenuta di Erbin – 45 ettari di cui attualmente buona parte a vigneto – sono in realtà 2 le parcelle protagoniste del progetto e a detta degli esperti uniche sul fronte della complessità e del microclima, in un perfetto mix tra altitudine (considerevole) temperata dal cambiamento climatico. Al Vigneto Castello, il più vocato per il progetto Corvina-Teroldego, si aggiunge il Vigneto le Sponde, anch’esso protagonista di un inedito abbinamento ma con vitigni a bacca bianca, a base dell’autoctono Garganega con un altro vitigno ancora top secret. La scelta dell’impianto, dei macchinari, dei cloni varietali, ha seguito l’approccio della qualità assoluta, senza alcun compromesso: sesto d’impianto stretto, rese per ettaro bassissime, approccio ragionato nella gestione del vigneto e della cantina, interventi ridotti al minimo, rispetto nella complessità del terroir.

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