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Lunedì 16 aprile 2018 - 10:50

La scuola rischia di essere chiusa da fine aprile al 4 maggio

Nuova protesta il 2 e 3 maggio che si aggiunge al ponte di fine aprile
La scuola rischia di essere chiusa da fine aprile al 4 maggio

Roma, 16 apr. (askanews) – Si avvicinano due giornate di protesta nel mondo della scuola, ancora sulla questione dei diplomati magistrali esclusi dalle Graduatorie ad esaurimento (le Gae) che potrebbero prolungare il periodo di chiusura a ridosso dei ponti del 25 aprile e del 1 maggio.

Per i prossimi 2 e 3 maggio è infatti previsto uno sciopero generale del comparto, al quale è invitato a partecipare tutto il personale docente e ATA, a tempo indeterminato e determinato, atipico e precario. Si tratta del terzo sciopero in quattro mesi, che segue i due già realizzati da inizio anno: quello dell’8 gennaio, a ridosso della sentenza in adunanza plenaria del Consiglio di Stato, cui ha fatto seguito lo sciopero del 23 marzo nel giorno d’insediamento delle Camere.

Il nuovo sciopero è stato indetto lo scorso 24 marzo dal sindacato SAESE (Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia), che si è detto “totalmente contrario ai provvedimenti politico legislativi del governo in ambito scolastico” e ha chiesto la “permanenza nelle GaE, in base al punteggio acquisito, dei maestri diplomati e riaperture delle GaE per tutti i docenti in possesso di abilitazione (diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/2002)”. La proclamazione è stata già ratificata, il 28 marzo, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica.

Alla protesta ha poi aderito nei giorni scorsi il sindacato ANIEF che, oltre ad appoggiare la battaglia sui diplomati magistrali esclusi dalle Gae, chiede di “trasformare i quasi 100mila posti degli organici di fatto in cattedre vacanti, quindi da collocare in quelle di diritto”, “allineare gli stipendi almeno all’aumento del costo della vita” e “reperire dei finanziamenti per il nuovo contratto, visto che l’accordo raggiunto all’Aran ad inizio febbraio per quello 2016/18 ha prodotto aumenti insignificanti, dello 0,36% per il 2016, dell’1.09% per il 2017 e del 3,48% per quest’anno”.

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