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Mercoledì 21 marzo 2018 - 17:57

Alla pausa pranzo non si rinuncia: una certezza per 80% italiani

Da bere l'85% sceglie acqua. E Heineken punta su birra analcolica
Alla pausa pranzo non si rinuncia: una certezza per 80% italiani

Milano, 21 mar. (askanews) – La pausa pranzo è una solida certezza per la maggior parte degli italiani: l’80% di loro non la salta mai. Qui però finiscono i denominatori comuni lungo lo Stivale: perchè se guardiamo le abitudini a tavola di metà giornata, si scopre, per esempio che per un 50% la pausa varia a seconda dei giorni e può durare da meno da mezz’ora a 3 ore. Non solo, il cibo non sempre è il protagonista indiscusso: quasi il 50% gli dedica solo una parte del tempo, per poi concentrarsi su altre attività: c’è chi la usa per navigare su Internet (con punte fino al 60% tra gli studenti) chi per usare i social network o per dedicarsi alla lettura. Mentalmente, però, il momento del pranzo è associato in primis al cibo buono: gli italiani a tavola cercano il gusto, vogliono mangiare bene. A scattare la fotografia della pausa pranzo tricolore è una ricerca commissionata a Squadrati da Heineken che sulla pausa pranzo si è molto concentrata in occasione del lancio di un nuovo prodotto nella famiglia delle birre: una bionda analcolica, la Heineken 0.0.

La pausa pranzo è, infatti, il momento ideale secondo le indagini di mercato, per spingere le vendite di una birra analcolica perchè in Italia, dove i consumi di birra dal 2016 hanno registrato ritmi di crescita interessanti, a pranzo l’abitudine di bersi una bionda appartiene a pochi. “L’Italia sta vivendo una primavera della birra – ci ha detto Alfredo Pratolongo, direttore comunicazione e affari istituzionali di Heineken – In Italia si beve birra prevalentemente durante i pasti e questo non è così comune; ma quello che fa specie è che la birra viene consumata molto a cena, specie quando si va fuori, in pizzeria con gli amici, mentre a pranzo poco: parliamo di un 75% contro un 16%. C’è quindi una occasione di consumo che va sfruttata”.

Di qui il lancio anche in Italia di Heineken 0.0, la cui ricetta segue quella tradizionale utilizzata da 140 anni a questa parte ma con un differente processo produttivo come spiega Willem van Waesberghe, global craft e brew master di Heineken: “Heineken 0.0 ha un processo brevettato in cui l’alcol viene rimosso in modo molto semplice e poco invasivo: viene fatto evaporare gentilmente senza stressare il prodotto, all’interno di un doppio ciclo di lavorazione”.

Se per la scelta del cibo, gli italiani per il 43% puntano sul piatto di pasta seguito da piatti proteici (carne 20%) ma soprattutto da verdura e contorni (24%)e da frutta (23%), come accompagnamento la preferita resta l’acqua – 85% tra naturale e gasata mentre resta limitata la scelta di vino e birra, quest’ultima per motivazioni diverse tra quanti la bevono però saltuariamente in altre occasioni: perché non indicato per gestire poi il proprio tipo di lavoro (oltre il 20%) e perché si ha la sensazione che induca sonnolenza o riduca la lucidità (oltre il 20%). Piuttosto che per motivi legati al benessere, (l’idea che sia calorica è del 15% degli italiani). “In Italia i consumi di birra a pranzo sono molto moderati per motivi legati ai trend salutistici, alla leggerezza ricercata nel pranzo o alla fretta. C’è però una cosa che gli italiani vogliono, ed è il gusto e anche nella bevanda cercano questo – ha spiegato Pratolongo – per cui avere una birra analcolica che riprende i profumi e il profilo organolettico di una Heineken consente di berla anche in occasioni in cui non avresti pensato”.

La nuova nata in casa Heineken strizza l’occhio soprattutto a chi non beve la birra per il suo contenuto alcolico “Il mercato della birra analcolica è molto piccolo in Italia e ha anche questo un andamento abbastanza piatto. La nostra ambizione è avere successo con questa Heineken 0.0 ovviamente ma anche di far muovere il mercato eprchè quando un marchio come il nostro fa una proposta e si impegna a far conoscere un prodotto sconosciuto può riuscire a far muovere anche la categoria delle birre analcoliche”.

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