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Sabato 17 marzo 2018 - 13:08

La protesta dei mercati rionali, servizi a rischio da luglio (e appello a Raggi)

Coinvolti oltre 50 mercati
La protesta dei mercati rionali, servizi a rischio da luglio (e appello a Raggi)

Roma, 17 mar. (askanews) – Una prospettiva inquietante: che dal primo luglio oltre 50 mercati rionali della capitale che autogestivano i propri servizi rimangano senza servizi essenziali come il pagamento della luce, dell’acqua, delle pulizie e della guardianìa. Una riunione convocata per mercoledì 21 marzo da parte dei presidenti dei mercati con un obiettivo: individuare forme di protesta che spingano la sindaca di Roma Virginia Raggi a intervenire direttamente. Sotto accusa la recente riforma dei mercati su suolo pubblico voluta dalla Giunta Raggi (30/2017) che, insieme alla delibera collegata al Bilancio capitolino cosiddetta “Tariffone”, hanno portato alla revisione delle tariffe e delle regole con cui gli operatori dei mercati rionali, riuniti in apposite associazioni o cooperative (Ags), hanno gestito in autonomia queste funzioni essenziali fino alla fine dell’anno scorso.

“Il 27 dicembre, senza alcun preavviso, ci è arrivato come uno schiaffo – spiega ad Askanews il presidente del mercato Laurentino Walter Papetti -. Una lettera del Comune con cui si rescindevano tutte le convenzioni in vigore, con tre righe di accompagnamento in cui ci si spiegava che serviva a riallineare le convenzioni alle nuove disposizioni. E’ possibile essere trattati così dopo 25 anni che gestiamo mercati?”.

Il Comune, dal canto suo, con il dipartimento Commercio, ha difeso il proprio operato con i presidenti delle Ags in una riunione che si è tenuta il 14 Marzo: “il calcolo è presto fatto – spiega ancora Papetti – secondo le regole attuali ai mercati gestiti in Ags viene riconosciuto un abbattimento dei canoni da corrispondere al Comune al 10 al 20% che, moltiplicato per i 55 operatori, i metri quadri del mercato e i 365 giorni dell’anno mette a disposizione del mio mercato tramite l’Ags circa 80mila euro. Con i nuovi canoni dovremmo corrispondere al Comune il 50% e ce ne rimarrebbero a disposizione circa 44mila: la nostra cooperativa non ci pagherebbe neanche le bollette, per questo dobbiamo opporci. E all’incontro di mercoledì scorso con il dipartimento Commercio, sordo alle nostre obiezioni, ci siamo alzati e ce ne siamo andati”.

La strada per i presidenti delle Ags sembra dunque obbligata: “per noi è più conveniente pagare al Comune il canone intero al 50% e chiedere che si occupi di tutti i servizi, piuttosto che accumulare debiti vista la fase difficile che viviamo – sottolinea con l’Askanews Alessandro Albanesi, presidente dello storico Mercato Metronio, gioiello storico dell’ingegnere Riccardo Morandi -. La mia domanda è: siamo sicuri che il Comune sarà pronto? Che dal primo luglio tutti i giorni passeranno a pulire, che le utenze saranno riallacciate e gli spazi curati come sono ora? Al Comune anche oggi spetterebbe la manutenzione straordinaria di questi spazi, e in tanti anni non l’ha mai fatta. Noi, invece, abbiamo tutto l’interesse di rendere questi spazi accoglienti, anche per vincere la concorrenza coi supermercati cui concedono licenze su licenze”. Se dal 1 luglio i servizi non ci saranno o non permetteranno la vita consueta del mercato “come operatore sono pronto a presentare un esposto alla Procura al giorno – spiega Albanesi -. Non si gioca con la vita di esercenti e cittadini”.

I presidenti delle Ags si vedranno, dunque, il 23 marzo per scrivere una lettera alla sindaca Raggi: “ci è rimasta solo lei perché nessuno al dipartimento Commercio vuole tornare sui suoi passi – spiega Papetti -. La sindaca anche in dichiarazioni recenti ha sempre confermato che le Ags sono un’esperienza unica e d’eccellenza in Italia. Vogliamo che assuma direttamente lei la questione e siamo pronti a gesti clamorosi – assicura -. Andremo in Campidoglio e restituiremo le chiavi dei nostri mercati in una cassetta che consegneremo alla sindaca in persona. Ci faremo ascoltare per il bene della città”, conclude.

Red

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