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Martedì 13 marzo 2018 - 16:12

Urologi: ogni anno in Italia 2.500 diagnosi di tumore al testicolo

Siu promuove Campagna prevenzione: è fondamentale a tutte le età
Urologi: ogni anno in Italia 2.500 diagnosi di tumore al testicolo

Roma, 13 mar. (askanews) – Sono tre milioni gli uomnini italiani alle prese con la prostata ingrossata, altrettanti soffrono di disfunzione erettile, 4 milioni di eiaculazione precoce, 2 di calcolosi, 1,2 milioni di neoplasie e 1 milione di malattie infettive e infiammatorie, soprattutto in acuto E il tumore al testicolo resta la neoplasia più comune nei giovani maschi con 2.500 diagnosi l’anno. Questi numeri da record sono il punto di partenza del convegno “Prevenzione Alpha”, che ha posto le basi della prima campagna nazionale per la salute maschile, promossa dalla Società Italiana di Urologia in collaborazione e con il patrocinio del Ministero della Salute. L’obiettivo è raggiungere le tre principali fasce d’età di popolazione (16-25, 25-45, over45) con un messaggio forte e chiaro: la prevenzione è fondamentale in tutte le fasi della vita dell’uomo. E bisogna iniziare a pensarci presto perché la salute non aspetta.

“L’urologo è lo specialista della salute maschile – spiega Vincenzo Mirone, responsabile della comunicazione della Società Italiana di Urologia – e la prima visita deve avvenire già in adolescenza. È un cambiamento di mentalità necessario. Le famiglie devono comprendere che ogni età ha le sue problematiche e l’urologo è in grado di accompagnare il paziente nel percorso di cura adeguato, se necessario, o di tranquillizzarlo”. La partita per la salute inizia quando il ragazzo entra nel vivo della propria esistenza. Ogni anno in Italia si fanno oltre 2.500 diagnosi di tumore del testicolo, pari al 12% del totale delle diagnosi tumorali nell’uomo tra i 18 e i 49 anni. La buona notizia è che questa neoplasia si supera nel 95% dei casi, ma bisogna tenere alta la guardia. Per questo la semplicissima autopalpazione per individuare noduli o ingrossamenti deve diventare un’abitudine a partire dai 15 anni di età. Ma la fascia d’età più a rischio è quella dopo i 25 anni. Le malattie sessuali sono in crescita, compreso il contagio da Hiv, il papilloma virus, la Chlamydia, perfino la sifilide e la gonorrea con conseguenze a volte invalidanti, croniche o a lungo termine. Anche su questi aspetti, è fondamentale che gli adulti informino i giovanissimi sui rischi che comporta il mancato uso di profilattici e di altre misure di precauzione. “In questa fascia d’età il tema della fertilità diventa centrale – spiega Giuseppe Carrieri, responsabile Ufficio Educazionale della SIU – perché è soprattutto qui che si diventa padri. Ma è essenziale anche la salute in ambito sessuale: le malattie veneree sono tornate a numeri che credevamo inimmaginabili, con conseguenze sulla salute riproduttiva e non solo”. Dopo i 45 anni, ogni uomo attraversa età diverse per ogni decennio che passa. “In questa fascia anagrafica – spiega Giuseppe Morgia, responsabile Ufficio scientifico SIU – sono essenziali controlli costanti dallo specialista e analisi specifiche. La visita urologica diventa un appuntamento da non mancare. Le terapie proposte devono poi essere seguite dal paziente per ottenere il massimo dei benefici”. L’urologo è il medico che può guidare il paziente nella consapevolezza che gli ‘over’ possono ancora vivere una vita piena e appagante, con le giuste attenzioni alla propria salute. Perché il quadro diventa più complesso e la salute diventa più che mai il risultato da una parte di come si è vissuti prima e di quanta prevenzione è stata messa in pratica.

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