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Martedì 13 marzo 2018 - 21:10

Saitta: ospedali di Savigliano e Saluzzo si integrano

"l'Asl Cn1 ha lavorato e sta lavorando ancora in questa direzione"

Torino, 13 mar. (askanews) – “La riorganizzazione della rete ospedaliera prevede che l’ospedale cardine di Savigliano e quello territoriale di Saluzzo siano complementari e l’Asl Cn1 ha lavorato e sta lavorando ancora in questa direzione, continuando a garantire l’offerta sanitaria per i pazienti del territorio”. Lo ha precisato oggi pomeriggio l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta rispondendo a un’interrogazione presentata in Consiglio regionale del Piemonte.

“Sono stati differenziati gli interventi dell’area chirurgica, concentrando a Saluzzo gli interventi in elezione a basso rischio, in particolare gli interventi minori di chirurgia generale, oculistica, otorinolaringoiatria e urologia. La presenza dell’emodinamica a Savigliano, inoltre, è importante e in questo senso la IV commissione del Consiglio regionale ha approvato un emendamento (proposto dal consigliere Allemano) alla delibera sull’edilizia sanitaria, nel quale si richiede di trovare una soluzione attraverso l’integrazione della Cardiologia di Savigliano con la Cardiologia interventistica dell’ospedale hub S. Croce di Cuneo” ha illustrato l’assessore alal Sanità.

L’Asl Cn1 ha già organizzato un’efficiente rete territoriale di ambulatori, che dovrà essere costantemente ampliata, con l’attivazione del modello funzionale della Casa della salute, aprendo sul territorio (Barge, Paesana, Frassino e ultimamente Saluzzo) ambulatori per la cronicità, che esaltano la funzione della figura dell’infermiere e consentono a una popolazione anziana con pluripatologie croniche di essere seguita adeguatamente nella terapia.

“Lo stesso vale per la rete degli ambulatori di diabetologia, la prossima attivazione del progetto per la diagnosi della retinopatia diabetica, la presenza di 20 letti di Cavs (Continuità assistenziale a valenza sanitaria) gestiti dal distretto, l’attività di Ventiloterapia domiciliare che garantiscono una presenza reale e importante di una “sanità diffusa su territorio” ha concluso l’assessore.

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