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Lunedì 22 gennaio 2018 - 07:33

La chiazza nera nel Mar della Cina triplicata in soli 4 giorni

A circa 300 chilometri aad Est di Shanghai
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Pechino, 22 gen. (askanews) – Come molti temevano, si sta trasformando in un disastro ambientale l’incidente della settimana scorsa a una petroliera iraniana al largo della costa orientale della Cina: lo sversamento di greggio dalla nave cisterna iraniana affondata è più che triplicato di quantità in meno di quattro giorni, dopo che la nave ha preso fuoco ed è poi colata a picco a circa 300 chilometri ad est di Shanghai.

Le autorità hanno individuato tre chiazze di petrolio con una superficie totale di 332 chilometri quadrati, rispetto ai 101 chilometri quadrati segnalati mercoledì, secondo quanto riferito dall’Amministrazione nazionale degli Oceani cinese.

La petroliera Sanchi, che trasportava 136.000 tonnellate di petrolio condensato, un idrocarburo leggero e di difficile individuazione una volta disperso, è affondata il 14 gennaio, dopo aver preso fuoco ed essere bruciata per una settimana, a seguito di una collisione con un cargo al largo di Shanghai. Nell’incidente hanno perso la vita 32 uomini di equipaggio, di cui 30 iraniani e due bangladesi. Attualmente la petroliera si trova a 115 metri di profondità e la quantità di idrocarburi ancora presenti all’interno della nave cisterna non è nota. La Sanchi trasportava anche un migliaio di tonnellate di diesel come combustibile per navigare e far funzionare i macchinari.

La marea nera si sposta verso Nord a causa dei venti e delle correnti marine, minacciando potenzialmente le coste sudcoreane e giapponesi. Secondo gli esperti, se anche solo il 20 per cento del carico fosse stato rilasciato in acqua, sarebbe un ammontare all’incirca equivalente a quello del disastro dell’Exxon Valdez del 1989 al largo dell’Alaska. L’olio condensato, il tipo di petrolio ultraleggero della Sanchi, è particolarmente velenoso per la vita marina. Diversamente dal greggio, il condensato non forma la tradizionale macchia superficiale, genera una nuvola sottomarina tossica d’idrocarburi invisibile dalla superficie del mare.

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